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Carissimi lettori oggi torno a parlarvi di Netflix e di una serie che ho seguito con molto piacere e che mi ha fatto rivedere in ottica diversa il mondo dorato della vita di corte. Versailles è una serie televisiva andata in onda su Channel + che in Italia è arrivata grazie a Netflix. Al momento è possibile seguire solo 3 stagioni, in quanto non è prevista una quarta stagione.

Un re carismatico che vuole accentrare il potere politico nelle sue mani, avere il predominio sui suoi sudditi e ingrandire il proprio dominio. Un re che è stato il Sole di una nazione ma allo stesso tempo ha dato l’incipit per il suo declinio avvenuto con i suoi eredi e sfociato con la rivoluzione… ecco cosa vedrete in questa serie e molto altro ancora.

Amante della storia, ho iniziato a seguire questa serie incuriosita da una frase del re nel trailer… la visione di un castello.
E la serie è incentrata su questo castello, la famosa reggia di Versailles. Un’opera immensa che ha dato grande lustro alla Francia e alla famiglia regnante dei Borboni, ma che rappresenta simbolicamente un RE e il suo grande potere, che i suoi eredi non sono riusciti a gestire e ne hanno segnato la fine.

Secondo le notizie in rete, molti storici Francesco hanno criticato la serie in quanto non è stata fedele ad alcuni fatti storici romanzandoli un pò. Posso capire l’orrore per una cosa del genere, ma è giustificabile che sia dovuto rendere più piacevole al pubblico la serie, renderla appetibile, comprensibile e affascinante e misteriosa, altrimenti si sarebbe trasformata in un banale documentario.

Versailles sicuramente è un produzione imponente, con una scenografia pazzesca e un cast eccellente. Sto facendo troppi complimenti? Assolutamente no.
La prima stagione inizia molto lentamente ma il suo compito è farci conoscere i personaggi, presentarci i loro caratteri e le loro debolezze nascoste dietro una maschera di indifferenza e cinismo e raccontandoci un periodo storico difficile, di un’ Europa in guerra in cui ogni strategia è lecita per vincere, per allargare i confini di una nazione o per concludere alleanze economiche e politiche vantaggiose.

Per quanto eccentrico e folle possa apparire Luigi XIV in questa serie, non credo che la descrizione si discosti poi tanto dalla realtà, quest’uomo si è ritrovato sin da bambino un potere immenso nelle mani – conferitogli da Dio secondo la convinzione dell’epoca – e praticamente libero di fare tutto quello che gli passava per la testa.
Per carità aveva dei ministri e dei consiglieri per guidarlo e tamponare la sua follia, ma quanto erano in grado di gestirlo? Lui che aveva il potere di decidere la vita o la morte dei propri sudditi, quanti no avrebbe ascoltato prima di aggirare l’ostacolo e ottenere quello che desiderava?
E quindi i suoi più fedeli lo accontentavano e basta solo per aver indietro il proprio tornaconto in potere e possedimenti?
Credo che sia una questione fondamentale di tutta la serie. Per quanto Luigi XIV all’inizio appaia capriccioso e incontentabile è solo una delle tante maschere che indossa. Ha una responsabilità, essere RE per quanto diritto divino, lo allontana dalla normalità e dalla semplicità, lo tiene lontano anche dalla spontaneità dei sentimenti e deve essere in grado di fare un discernimento tra chi gli è veramente fedele e chi lo usa solo per arricchirsi, e di conseguenza ricambiare il favore.

In mondo in cui la nobiltà è più annoiata che mai e che si lascia coinvolgere, pur di svagare, in qualsiasi gioco, passatempo e vizio, tenerla “vincolata” nella reggia è un’arma a doppio taglio: da una parte è il modo per avere un ceto sociale sotto controllo, dall’altra invece gli mette contro il popolo, che subisce i soprusi e le ingiustizie, lavora e paga quei vizi, e alla fine diventerà una tempesta incontrollabile.

Per quanto riguarda il cast, ho solo un commento: azzeccassimo! Di rado ho trovato in una serie tutti gli attori adatti al ruolo che devono interpretare, per la prima volta credo che ciascuno di loro sia stato scelto accuratamente e praticamente mi sono innamorata di ogni personaggio. Due i miei preferiti: Luigi XIV (George Blagden) e Fabien Marchal (Tygh Runyan).

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Versailles si aggiudica il massimo dei voti con lode! E voi cosa ne pensate?

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