The Mandalorian

La seconda stagione della serie space Western The Mandalorian creata da John Fraveau e basata su Star Wars di George Lucas si è conclusa da meno di un mese e i fan sono in attesa della terza stagione per conoscere le sorti di Grogu e di Mando, e del gruppo o grande famiglia che si è riunita attorno a loro, aiutandoli nella loro personale sfida contro Moff Gideon.

Se la trilogia conclusiva sulla saga degli Skywalker mi aveva lasciata con l’amaro in bocca e delusa, The Mandalorian è riuscito a farmi rivivere le stesse emozioni di quando per la prima volta vidi il primo film di Star Wars.
Che l’ideatore e i produttori della serie conoscano a menadito la serie originale, l’idea del creatore e l’impatto che la reazione che The Mandalorian dovrebbe avere sullo spettatore è palese.
E pertanto sono riusciti a produrre una serie televisiva che non ha eguali.

Un contatto minimo, uno sguardo fiducioso e un cuore puro, riescono a creare un’empatia tra i personaggi e nel pubblico che abbatterà ogni insicurezza, divergenza di razza o di credo e unirà le creature più impensabili, nuove e vecchie conoscenze, per sconfiggere un nemico comune e soprattutto per proteggere la creatura innocente, che chiede solo una coccola, dopo aver ricevuto solo soprusi nella sua giovane vita.

Chi non ha applaudito il Bambino, o il piccolo Yoda fino a quando non abbiamo scoperto il suo vero nome, per l’uso della Forza nello scontro con il Mud Horn, o non ha avuto voglia di rimproverarlo quando ha mangiato l’ennesimo uovo di Frog Lady o ridere a crepapelle nella sua espressione pacifica e di superiorità quando Mando e Cara hanno il loro primo diverbio manesco?
In ogni occasione Grogu ci ha conquistato. Ci ha fatto tornare bambini con la voglia di giocare con lui o risvegliato quell’istinto materno che ci invoglia a coccolarlo o guardarlo con occhi innamorati.

A completare la magia: viaggi spaziali, combattimenti spettacolari e adrenalinici, raccontati con un linguaggio semplice, diretto e aggiungendo alla timeline le informazioni necessarie che servono a collegare le altre serie già trasmesse, quali Rebels & The Clone Wars, a questa e a fonderle dando una consecutio temporum lineare e significativa.

Personaggi indimenticabili e memorabili. Seppur Mando indossi quasi sempre una maschera, trasmette le sue emozioni con il linguaggio del corpo, così era già accaduto con Dart Fener nella prima trilogia con il suo respiro innaturale riusciva comunque a dare personalità e caratterizzazione al personaggio stesso.

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La seconda serie è sembrata composta da diversi episodi filler, in quanto portavano avanti la narrazione solo di poco rispetto a quanto lo spettatore e soprattutto il fan si desiderava.
Ed invece, per me, è stata una strategia ben mascherata, affinché l’aspettativa crescesse e tenesse incollati tutti allo schermo, in modo da non perdere nemmeno un dettaglio di quell’episodio che invece aveva il compito di aggiungere elementi nuovi all’ampia storia ancora sconosciuta di Star Wars.

The Mandalorian ci ha salutato con un finale scoppiettante, desiderato e sorprendente.
La sceneggiatura ci ha sempre fatto sperare a rivedere alcuni amati personaggi di nuovo in azione, intervenire a colpi di spada laser o con il potere della Forza, però ci ha anche deviato facendoci credere che mai sarebbe accaduto… e invece gli ultimi minuti della seconda stagione è stata semplicemente spettacolare e perfetta, in ogni suo attimo.
Ovviamente abbiamo avuto un assaggio di quello che ci sarà dopo… e non vediamo l’ora di una nuova stagione della serie o di una nuova serie tv dedicata a vecchie conoscenze della saga.
Se amate Star Wars non potete perdervi The Mandalorian!

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Alla prossima review!

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