Iniziamo alla grande la settimana! Che ne dite se parliamo un pò del libro di Dab Ray?
Perché? Perché? Perché?
No, no, no. Non ci siamo proprio. Non si comincia con tutte queste domande. Così è deciso e così si fa! Vi lascio in compagnia di Storia di un perché.

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Venne il Tempo in cui un uomo si ritrovò senza memoria. Ci fu una cattedrale come casa. Ci fu una morte. Ci furono sogni di vite passate. Venne il Tempo in cui una scritta di sangue cambiò la vita di quest’uomo. Non ci fu più quell’amore. Non ci fu più la sua nuova vita… Ci furono i sogni delle vite passate. Ci furono indizi per far ritrovare a quest’uomo la memoria, ci furono indizi per fargli ritrovare la sua vita… o, forse, per perderla!

Un’introduzione un pò strampalata per un libro particolare.
Una storia che ci lancia su un campo da battaglia, dove un orologio sembra scandire i minuti del combattimento: TIC… l’attesa… TAC… l’urlo di inizio… TIC… il combattimento a suon di space e battiti del cuore… TAC… la fine della prima ondata e l’arrivo dei rinforzi… TIC… l’ultimo a cadere… TAC… il resoconto della battaglia.
E se fosse solo un sogno o un incubo?
Il risveglio è doloroso per Zac che sembra aver vissuto la guerra in prima persona, ma non perché sia stanco della lotta ma perché stanco della luce del sole che interrompe quella sua vita notturna.

Storia di un perché è un libro particolare, e sono sicura che dopo le prime cinquanta pagine, il lettore possa sentirsi scoraggiato e confuso nella lettura, distratto dai tanti sbalzi temporali a cui lo guida la narrazione, alle tante storie di personaggi che sembrano scollegate tra loro ma che inspiegabilmente si intrecciano fondendosi e che sembrano solo esistere nella mente di Zac, il protagonista.

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Il mio consiglio è quello di non chiudere il libro, ma di lasciarsi avvolgere dalle sue pagine, di immergersi nei pensieri di Zac e nei suoi mille perché? scaturite dalle domande di una mente nuova che scopre il mondo, ne ammira le meraviglie, e non fa caso alle sue stonature.
Le spiegazioni arriveranno e saranno struggenti e commoventi. Storie di anime che si incontrano in ogni vita, destinate a legarsi insieme e lasciare un ricordo indelebile, che solo nei sogni è possibile rivivere.
Anime che sradicano il concetto del tempo, rendendolo inesistente nella loro dimensione, inutile tanto quanto è indispensabile per l’essere umano: presente, passato e futuro fusi in un granello di sabbia che scende dalla clessidra.

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Il mio consiglio è quindi di leggere Storia di un perché senza indugi e senza preconcetti, non cercando un significato ben definito della storia, ma elevandosi e pensando a quanti significati possa assumere l’amore e che ciascuno di essi possa rivivere in ogni anima creata.

Alla prossima!

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