Sopra il deserto avvengono le aurore di Massimiliano Carocci

In un’America scarna, affamata, arrabbiata e desolata, dove la disperazione, la corruzione e la violenza sono all’ordine del giorno, il potente romanzo Sopra il deserto avvengono le aurore di Massimiliano Carocci ci guida attraverso una storia dura, cruda, prepotente, ma che parla di speranza e riscatto.
Oggi per voi la mia recensione del libro. Buona lettura!

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Copia cartacea omaggiata dalla CE ai fini promozionali

Il pellerossa Chato e un gruppo di chicanos – gli immigrati clandestini messicani negli Stati Uniti – sono i protagonisti di una rapina ai danni di un criminale soprannominato Ragno.
Tuttavia, quello che credevano un semplice bandito impegnato a organizzare combattimenti tra galli, è in realtà un mafioso che si occupa di gestire i traffici illeciti tra il Messico e gli Stati Uniti per conto di qualcuno molto potente.
Dopo la rapina, Chato e i suoi soci si accorgono di aver commesso un grave errore: nell’auto del Ragno, infatti, sono nascosti più di duecentocinquantamila dollari.
Comincia a questo punto una tragica sequela di tentativi per sottrarre i soldi e mettersi in salvo dalle ripercussioni della mafia bianca guidata dal capo della polizia, Jackson Christopher Chisum, leader del Ku Klux Klan locale.

Il deserto. La Riserva.
Un’altra faccia dell’America dove mancano le luci della ribalta, gli alti palazzi dai muri di vetri, i cartelloni pubblicitari, il glam e i soldi.
Quella faccia di cui tutti osservano la desolazione, la criminalità, le ingiustizie e che invece di prodigarsi ad aiutare, ne approfittano invece per sfruttarla, per renderla più oppressa e sottomessa, per ucciderne la dignità.

«Tu sai cosa dice il barrio?»
«Che questo corriere l’abbiamo rapinato noi della Santa Muerte perché adesso vogliamo prendere la Città ai bianchi…» sorrise con disturbo
«… Gli anziani già pensano alla riscossa dei loro figli reietti, i ragazzi sognano la guerra.»
«A volte penso che per alcuni di noi la stupidità sia una ragione di vita.»
«A cosa pensi?»
«A quello cui sono costretto. L’altra parte della crisi…» lo guardò «… l’opportunità»

Protagonista di questo romanzo noir è il pellerossa Chato, che insieme a un gruppo di chicanos, tenta la fortuna con una rapina al noto criminale Ragno, non immaginando di essere catapultati in una lotta per il potere, per avere il predominio economico sul traffico della droga e vantare la sottomissione di una minoranza razziale, scappata dal Messico in cerca di fortuna e di una vita migliore.

Un lungo percorso è quello a cui assistiamo pagina dopo pagina, soprattutto interiore, di Chato su cui grava un senso di colpa non indifferente.
Avere sangue misto è già una colpa, una diversità che non è perdonata e se a questo ci aggiungiamo la morte della madre alla nascita e la scomparsa del padre, avremo come risultato un ragazzo che non si sente parte di una comunità, che non viene apprezzato per le sue qualità, ma solo sfruttato da un sistema ingiusto e razzista.

Qual è la strada giusta da seguire?

Nella mia vita da orfano ho passato poco tempo a scuola e molto in strada. Qui si imparano tante cose: tutte utili, anche non molto piacevoli.
Non puoi pestare i piedi nessuno, soprattutto più forte di te, altrimenti devi essere pronto a combattere e di solito a perdere. Ma non puoi neanche farti intimidire o dominare. Una volta sottomesso sarai sottomesso per sempre. È una specie di guerra sottile che non hai deciso di combattere ma che non puoi permetterti di perdere.

Chato ci prova.
Non ha niente da perdere, almeno crede, e tenta la strada facile, quella che gli permetterebbe una svolta immediata e decisiva, ma purtroppo la scelta sbagliata.
E come ogni errore deve affrontare le conseguenze.
La sua storia diventa una lotta contro il tempo, per anticipare le mosse di chi è più forte di lui e potrebbe annientarlo con un respiro; una corsa per mettersi al riparo e lasciarsi tutto alle spalle.

Ma il suo animo ferito e tormentato non trova pace. Chato è costretto a fare un’analisi della sua coscienza, a rivivere emozioni e ricordi e a discernere tra verità e pensieri offuscati dal dolore, e trovare le risposte alle domande che lo tormentano.

Può salvare se stesso e i suoi amici, ma deve essere furbo, conoscere le debolezze dei due nemici che si coalizzano contro di lui per ristabilire l’equilibrio che lui inconsapevolmente ha spezzato e che rischia di far crollare il sistema e, riuscire così nel suo atto di coraggio e redenzione, ma soprattutto accettazione per vincere e dimostrare di essere il Vento Rosso.

Una storia ricca di adrenalina e suspence, che accompagna il lettore lasciandolo quasi senza fiato, senza risparmiare crudeltà e violenza gratuita; dove i personaggi rischiato tutto, anche la vita, per riscattare la propria condizione, per vivere il sogno di libertà e agiatezza a cui tanto anelano.
La libertà: meta indefinita da raggiungere ma non impossibile.
Saper accettare la propria diversità razziale, imparare dalle tradizioni a comprendere il presente, avere paura ma cercare di rimediare ai propri sbagli, e lottare con le proprie forze non è un gesto da eroe ma decisioni quotidiane di persone umili e normali, che lottano per maniere la propria dignità.

Il deserto può soffocare con una tempesta, bruciare con la sua calura, ma nasconde un animo, una voce che parlerà sempre ai cuori dei suoi figli, spronandoli a dare onore e gloria al nome che portano, senza mai vergognarsi delle proprie origini.
Sopra il deserto avvengono le aurore è una storia di speranza e redenzione in un mondo di corruzione e violenza.

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Alla prossima recensione!

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