Sex Education 1 & 2 di Laurie Nunn, Kate Herron & Ben Taylor

Un adolescente, una terapista sessuale e una scuola in preda allo scoppio ormonale. Paranoie, falsi miti e verità sessuali in Sex Education all’Istituto Moordale. Che cosa potrà mai accadere? Scopriamolo insieme nella recensione del blog per voi.

È già difficile essere adolescenti, ma se abbiamo una madre terapista del sesso diventa impossibile avere una vita normale, ma soprattutto non crearsi le più folli paranoie sul sesso che possano esistere.
Otis, un ragazzo britannico dell’Istituto Moordale vive questa realtà. Mentre i suoi compagni di scuola sperimentano le prime esperienze sessuali, tra paure, traumi, sogni e delusioni, lui non riesce a vivere la sua intimità in maniera semplice, ma tutto si trasforma in un approccio professionale ereditato dalla madre Jean, sessuologa e scrittrice di fama nazionale.

Affrontare il tema della sessualità non è sempre facile. Si rischia di essere troppo “specialisti” o troppo “superficiali”, soprattutto se un prodotto deve rivolgersi a dei giovani adolescente che stanno uscendo dal bozzolo dell’infanzia e si introducono nel mondo degli adulti, e che stanno sperimentando per imparare a conoscere la propria identità sessuale.

Sex Education riesce a raggiungere i giovani, parlando il loro linguaggio, mettendo in scena situazioni a loro familiari, problematiche che vivono quotidianamente e a cui non sanno approcciarsi, non sanno affrontare e che si affidano al sentito dire per dare loro un’interpretazione.

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La capacità di affrontare in chiave ironica tematiche forti come le molestie sessuali, il razzismo o il caming out, diventa essenziale per spingere i giovani a non vergognarsi dei propri desideri sessuali o dei problemi a loro inerenti che possono verificarsi nel corso della vita, ma anzi a spronarli a comprenderli, a non conformarsi per essere accettati, e ad agire di conseguenza affinché non siano causa di disturbi psicologici, di insoddisfazioni, e problematiche sociali che possano degenerare nell’età adulta.

Sex Education mostra uno spaccato fin troppo realistico e sempre ignorato. Ponendo l’attenzione sul forte divario tra figli e genitori, che sembrano incapaci di comunicare e dove i ruoli vengono invertiti perché i genitori vogliono rivivere l’ebrezza della loro gioventù e i figli si ritrovano a dimostrare una maturità e senso di responsabilità che non compete alla loro così giovane età; la serie tv ci mostra con effetto e semplicità gli errori che entrambi le parti commettono, la difficoltà di comunicazione, l’incapacità di esprimere i propri sentimenti senza preoccuparsi del parere altrui e la continua ricerca dell’accettazione.

Una serie tv che consiglio vivamente di seguire, magari insieme ai propri figli o tra amici per rispondere a domande semplici o vedere la vita da un nuovo punto di vista.
La terza stagione preannuncia un argomento scottante come l’amore e la disabilità e credo che, se verrano smontati i soliti luoghi comuni possa essere affrontata in maniere semplice senza banalizzare argomenti così spinosi e ormai diventati quotidiani.

Buona visione! Alla prossima serie tv!

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