Ricordati di me di Mariagrazia Pia

Gennaio continua alla grande con le uscite firmate Leone Editore. Sono diverse e oggi ne parliamo nel blog, la prima di cui vi parlo è il romanzo Ricordati di me di Mariagrazia Pia.

LA MORTE DI UNA DONNA, UN SOLO INDIZIATO.
LA TRAGICA STORIA DI UNA DONNA BAMBINA
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Materiale fornito dalla CE ai fini promozionali
  • Titolo: Ricordati di me
  • Autrice: Mariagrazia Pia
  • Editore: Leone Editore
  • Collana: Sàtura
  • Genere: Romanzo
  • Data di Pubblicazione: 23 Gennaio 2020
  • Pagine: 180
  • Prezzo: 10,90€
  • Disponibilità: Leone Editore & Amazon

Marta, madre di due figli, viene ritrovata senza vita all’interno della propria abitazione, strangolata con un cordone da tende.
Il commissario Vinciguerra, tipico poliziotto disilluso e solitario, interroga il marito della donna, Andrea, l’unico sospettato, pur non essendo convinto che la soluzione del caso sia così semplice, e per questo gli chiede di aiutarlo a creare un identikit della vittima.
Ma Andrea sa bene che Marta era molto diversa da quella che sembrava, con quelle fattezze che la facevano assomigliare più a una bambina che a una donna. Il profilo di Marta, dunque, può essere redatto soltanto sulla base di come lei era in grado di vedere se stessa, forse lo stesso modo in cui l’ha vista l’assassino prima di ucciderla. Inizia così un complesso viaggio nella mente di Marta e di Andrea, mentre Vinciguerra, scosso per tutta la vicenda, è consapevole che non riuscirà a darsi pace finché non avrà trovato il vero colpevole. Sullo sfondo di un romanzo giallo, una rilettura della filosofia di Schopenhauer e un parallelismo con Pia de’ Tolomei, vittima del marito o forse, proprio come Marta, semplicemente della propria innocenza.

«Marta trascinava il proprio corpo come una bambina curiosa porta la bambola con cui ha tanto giocato, la tiene per mano svestita o rivestita da abiti da lei stessa cuciti; sulla schiena ha scoperto l’ingranaggio per le pile con cui parla e sorride, i capelli prima a trecce, poi scompigliati e in parte colorati con i pennarelli, la faccia segnata con il blu e il rosso, per ridisegnare la bocca e gli occhi. A volte dimenticava di avere quel corpo e produceva strani sussulti gesticolando con l’anima. Capitava ridesse come la bambola che aveva da piccola, Valeria, un metallico ingranaggio la faceva sentire gioiosa. Valeria non divenne una bambina vera per nessun Geppetto e Marta non divenne una donna reale.»

Mariagrazia Pia nasce nel 1971 ad Asti ma vive per circa quarant’anni in provincia della sua città natale.
Di formazione classica, con studi filosofici a Pisa, insegna Lettere alle scuole superiori di Verbania sul lago Maggiore, dove si è trasferita con la famiglia nel 2009.

Buona lettura!

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