Relazioni instabili di Carlo Rosso

Carissimi amici e lettori, oggi arriva per voi la recensione di Relazioni instabili di Carlo Rosso, una delle recenti uscite di Golem Edizioni. Sicuramente non è una lettura di svago, anzi devo ammettere che è stata impegnativa, ma anche illuminante su alcuni argomenti, e soprattuto mi ha permesso di dimostrare a me stessa – anche se none ne avevo bisogno – che alcune mie posizioni fuori dal comune hanno una spiegazione psicologica e non devo considerarmi strana! E voi? Avete letto il libro? Cosa ne pensate?

Copia ARC fornita dalla CE ai fini promozionali

Amore, sesso, violenza, gelosia, tradimento, identità, cura, genitorialità, perversione…
Tutte questioni legate al filo rosso dell’essere in relazione.
Temi spinosi che ci fanno vibrare e che tendiamo a non ascoltare, su cui la cultura ha già fabbricato i suoi indirizzi interpretativi, sancendo il giusto e lo sbagliato.
Aprirsi a un modo «altro» di leggere il terreno instabile delle nostre costruzioni relazionali è il fine di questo volume.
«Avviare il pensiero, senza incagliarsi nei punti di fuga che comprimono la complessità relazionale in una bidimensionalità forzata e artificiale.
C’è bisogno di guardare a noi stessi da vertici inusuali per agguantare qualche brandello di senso dell’esistere».

Nel corso degli anni, l’umanità si è evoluta, ha fatto scoperte scientifiche e tecnologiche a dir poco sensazionali, è stata in grado di abbattere barriere politiche ed economiche, e infine ma non meno importante ha cambiato la concezione dell’individuo all’interno della società.
Ci siamo così evoluti verso un’idea molto accentrata sul singolo e sull’importanza della sua realizzazione, sulla sua libertà di affermarsi e di trovare il proprio posto nel mondo. Parallelamente sono cambiate tutte le relazioni affettive che esso allaccia nel corso della sua vita, che sono dettate da un istinto primordiale quasi surreale ma che invece ha radici ben salde e giustificate nella nostra psiche.

Ciò non significa che non ci sia più bisogno di instaurare relazioni stabili, ma piuttosto che si è troppo timorosi che tali relazioni impongano oneri e limiti alla libertà di sperimentare nuove storie, che potrebbero rivelarsi migliori di quella in cui ci troviamo a vivere.

Troppa libertà di vivere intensamente e soddisfare ogni desiderio, ci rende liberi o prigionieri? Perché abbiamo paura delle relazioni o perché non riusciamo ad averne delle stabili come accadeva ai tempi dei nostri nonni? Perché siamo vittima di amori malati o abbiamo bisogno di trasgressione per essere felici?
Tutte domande lecite e rappresentano solo la punta dell’iceberg dei problemi che affiggono la società moderna.
Esistono le risposte a queste domande?

Come afferma l’autore, con cui concordo, la continua ricerca di capire chi siamo e di trovare il nostro posto nel mondo, di affermare il nostro ruolo, diversamente da quanto accadeva in passato dove sin dalla nascita tutto era prestabilito, crea insicurezza nell’individuo e genera una serie di necessità che nel corso della vita non sempre sono facili da soddisfare o da ammettere di averle.

Relazioni instabili si presenta come un piccolo manuale di psicologia per trovare le risposte alle domande più comuni che possiamo porci difronte ad una qualsiasi relazione affettiva; una guida semplice che ci aiuta a capire perché abbiamo bisogno di determinate cose anche se la razionalità le etichetta come stupide o inaccettabili.
Ci offre anche una spiegazione semplificata e diretta di alcune patologie che potrebbero causare dei problemi e come liberarsene.
E infine, ci dà la risposta o ci permette di trovarla con un pizzico di deduzione del perché facciamo delle determinate scelte affettive.
Quale sia? Per scoprirlo dovrete leggere il libro!

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Alla prossima review!

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