Prof… quanto mi hai dato? di Luisa Piarulli, Gabriella Landini Saba & Ivano Spano

Prof… quanto mi hai dato?”: un saggio pedagogico che racconta la scuola e il disagio delle valutazioni attraverso le parole degli studenti per Golem Edizioni dal 18 Novembre in libreria e online.

TORINO, NOVEMBRE 2021 – Un saggio che dà voce ai ragazzi che abitano la scuola, che racconta attraverso le loro parole “il disagio di andare a scuola”, la delusione delle aspettative, il timore di non poter realizzare i propri sogni. Perché viene data così tanta importanza ai voti? E se l’ossessione per le valutazioni pregiudicasse e offuscasse il talento dei giovani?

Prof… quanto mi hai dato? è un libro che è una scrittura dell’esperienza, quindi è insieme saggio, teoria e testimonianza, nato dalla passione di una vita: educare, istruire, formare.

Un libro che vuole far riflettere già a partire dal titolo, che racchiude una frase usata molto spesso dagli allievi e che trasmette il messaggio sbagliato. «Con questa frase gli studenti di ogni età esprimono la loro massima preoccupazione a scuola. Non l’imparare, dunque, né la curiosità o il desiderio di sapere, che si spengono a poco a poco, non l’intreccio con il mondo da scoprire, ma il voto» svelano gli autori. «Un voto che influirà sulle scelte di vita, sui progetti per il futuro, che, in alcuni casi, troppi, intaccherà l’autostima e l’autoefficacia. Se valutazione dovrà essere, che sia etica, fondata su saldi principi pedagogici e democratici. Ciò richiede di pensare un’altra scuola, un’altra educazione e una profonda conoscenza di sé. Gli studenti non chiedono voti regalati, né il 6 “politico”, ma rispetto, ri-conoscenza, attribuzione di valore per stare nel mondo con dignità.» 

Il saggio si articola in tre parti, tre sguardi: pedagogico, filosofico, sociologico. In maniera trasversale offre stimoli per la riflessione e proposte di cambiamento, a partire dalle parole dei ragazzi intervistati e da quelle dei docenti.

«Insegnare e imparare sono un unico processo inscindibile. Il docente impara quanto l’allievo dal processo di formazione in atto nell’insegnamento. La scuola è corpo, è movimento, è volto, è anima, è incontro, è laboratorio, è circolarità, è crescita tanto per i giovani quanto per gli adulti. Bisogna riprendere ad abitare la scuola, una scuola che vive e respira dentro il sociale.»

Esiste un lettore ideale per il vostro libro? «È un libro adatto a tutti, perché il futuro riguarda, responsabilmente, ognuno di noi e la scuola è parte integrante del territorio. Nello specifico si rivolge a docenti di ogni ordine e grado di scuola, addetti all’educazione e alla formazione. Famiglie. Studenti.»

La scuola, oggi, da tutti i ragazzi è considerata una sorta di “gabbia”. All’interno siamo obbligati a determinati orari da rispettare e brevi pause che ci danno a malapena il tempo di mangiare qualcosa o di andare al bagno. Parole che costringerebbero a una riflessione, in particolare sul termine “gabbia”. Una parola forte, che nelle testimonianze si ripete alternandosi al termine “carcere”, e che ci consegna una domanda dei ragazzi alla quale non rispondiamo efficacemente. Vogliamo educare. Ma come?

La pandemia ha riportato la scuola alla ribalta facendone emergere le annose criticità, una tra queste la valutazione degli apprendimenti scolastici, che è il tema portante del libro. È nata così la forte esigenza di affrontare una delle questioni più delicate: la valutazione scolastica. Un tema spinoso che non trova ad oggi una equilibrata sistematizzazione, tanto più che la scuola va assumendo tratti marcatamente aziendalistici volti a formare, quasi esclusivamente, gli imprenditori del futuro… Il saggio si articola in tre parti, tre sguardi: pedagogico, filosofico, sociologico. In maniera trasversale offre stimoli per la riflessione e proposte di cambiamento, a partire dal basso, dalle parole dei ragazzi intervistati e da quelle dei docenti. È una proposta formativa tesa all’affermazione di una scuola come realtà culturale dove i docenti devono riappropriarsi del ruolo intellettuale che a loro compete. Un agire educativo in direzione della prosperità sociale, capace di restituire il diritto al sogno di ciascun ragazzo. Ognuno dei nostri studenti è meritevole di esprimere sé stesso, di essere caso di qualità, di fare esperienza di bellezza. Il loro destino è il destino di tutti noi.

Luisa Piarulli vive a Torino, è pedagogista, specializzata in Bioetica (Facoltà Teologica del Piemonte Settentrionale) e in Pedagogia del territorio (Università di Padova). È Docente a contratto presso l’Università Cattolica di Milano, presso l’Università di Torino, è docente al master “La scuola in ospedale”, SIO – ID (IV- V Edizione, Università di Torino). Svolge attività di consulenza, formazione e progettazione pedagogica. È autrice di saggi pedagogici e di numerosi articoli sulle problematiche educative. Ha ricevuto il premio Armando Curcio 2016 a Roma per l’impegno dedicato alla Pedagogia. Tra le sue ultime pubblicazioni, Tempo di educare, tempo di esistere, Golem Edizioni, Torino 2019.

Gabriella Landini Saba vive a Milano, scrittrice, psicanalista. Ha collaborato con numerose riviste, e curato opere, dirige la rivista “Ultrafilosofia”. È consulente scientifico del Fondo Francesco Saba Sardi della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano.

Ivano Spano è stato il primo dei laureati in Sociologia a ottenere un insegnamento all’Università, Facoltà di Magistero, Università di Padova, Corso di Laurea in Psicologia. Ha insegnato per oltre 30 anni anche a Medicina, Università di Padova. È giornalista pubblicista. Con il Giudice Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, ha fondato l’Associazione “Attuare la Costituzione”.

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