Onorevole assassino di Anthony Ragman

Carissimi amici e lettori, pronti a iniziare l’ultima settimana di primavera? Siete carichi per dare il via ad una nuova stagione estiva calda e torrida? E quale modo migliore, in questo momento di passaggio, se non scegliere le prossime letture? Oggi ho il piacere di inaugurare il Review Tour dedicato al romanzo noir di Onorevole assassino di Anthony Ragman per Sága Edizioni. Mi sarà piaciuto? Scopritelo nella lettura dell’articolo!

Cosa fa dell’uomo, un uomo?
E cosa dell’assassino, un assassino? Sono domande alle quali il protagonista cerca risposte, per sé, prima di chiunque altro.
Si racconta senza veli, crudo e violento, inchiodato dall’ultima e definitiva domanda.
Chi, o cosa, sono? Tornare indietro non sarà possibile e nemmeno lo interessa, calato in un buco profondo della mente in attesa della terra che spenga la luce.
Una seconda possibilità non sarà concessa, tantomeno agli onorevoli.

E oggi la mia vittima sacrificale è proprio l’autore Anthony Ragman, che avevo già un po’ massacrato con la mia recensione de Il viaggio inesistente e che oggi proprio voglio fare a pezzi. Anthony, paura? Fai bene ad averne!

Perdonatemi questa introduzione un po’ folle, ma per un paio di righe ho voluto cimentarmi nei panni della pazza sadica, solo per ricreare l’atmosfera adatta per parlarvi di questo nuovo romanzo di Sága Edizioni e sì, lo ammetto, anche per far un grosso dispetto all’autore.

Chiusa la parentesi, torno seria e metto veramente paura all’autore.

È impossibile non chiedersi cosa prova un assassino. Cosa spinge una persona ad ergersi giudice e togliere la vita ad un’altra. E soprattutto perché sceglie di uccidere. La sua decisione ha un motivo giustificabile? Perdonabile? È possibile evitarlo? È una malattia? Esiste una possibile cura?
Credo che siano alcune delle domande che ci siamo posti e continuiamo a porci tutti quando ascoltiamo la notizia di un nuovo assassinio al telegiornale.

Spiegarne le cause è impossibile, così come entrare nella mente dell’assassino e capire cosa l’abbia spinto a farlo.

A volte ci sono pesanti patologie psicologiche che hanno portato a un’azione talmente nefanda, altre sono dovute a eventi casuali, altri ancora propri voluti e premeditati. Tante le spiegazioni ma la domanda irrisolta è sempre quella: cosa prova un uomo o una donna ad uccidere un suo simile?

In perfetta sintonia con il genere che rappresenta, Onorevole assassino si concentra sul criminale quasi volendolo incastrare, metterlo con le spalle al muro per non farlo fuggire, ma Lui non ha nessuna intenzione di farlo, anzi vuole concedersi all’attenzione del lettore, e come accade nel film di Joker, afferrarlo per mano e guidarlo nei meandri sinistri della sua mente per svelare la sua perfetta sanità mentale, che per quanto imposta inizialmente non lo cambia né lo devia ma lo rende essenzialmente quello che è: se stesso.

Non è alla ricerca della nostra approvazione o della nostra condanna. Al contrario, non gli importa di nessuna delle nostre reazioni di fronte alla sua torbida storia. Per lui rappresenta quasi un gesto di vanto, di affermazione di quello che è riuscito a essere o di come abbia ingannato tutti facendo credere ben altro.

L’assassino è un assassino. Un uomo che sceglie accuratamente la sua vittima, la seduce, la induce a fidarsi di lui, la coinvolge nella sua vita e ne stabilisce la fine, nel modo più cruento e soddisfacente possibile, per appagare il suo desiderio e la sua perversione.

Non si tratta di una caduta agli inferi per una scelta sbagliata o per una manipolazione mentale. È una scelta consapevole, alla quale ritorna ancora e ancora, senza rimorso o pentimento, ma per pura soddisfazione personale. E quando decide di cambiare, di invertire la marcia lo fa consapevole di un tornaconto personale preciso e ben studiato e mai per un rimorso di coscienza o per la volontà di redimersi.

L’assassino è un narcisista e in Onorevole assassino, l’autore ne sa descrivere tutte le sfumature, mettendo in mostra i momenti in cui si vanta e descrive le sue azioni, che a risultati si dimostrano superiori a quelle dei colleghi (passatemi il termine).

L’autore lo coglie sul fatto, smascherandolo, solo per far comprendere al lettore che lui ha deciso di essere il Male, non è stato deviato o forzato, ha scelto quale strada prendere, non sedotto dal potere ma dal costante desiderio di sangue.

Sono contenta di aver letto Onorevole assassino e di aver conosciuto un modo diverso di scrivere di Anthony Ragman. Ho visto un maggior controllo della timeline narrativa, dello sviluppo del personaggio, della capacità di alternare i racconti del passato con il presente creando una voluta confusione, per far emergere una ben studiata coerenza che porta il lettore a essere attento, a non distrarsi per non perdersi in un labirinto dal quale sembra impossibile uscire.

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Alla prossima review!

Copia ARC omaggiata dalla CE ai fini promozionali

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