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Nell’antro dell’alchimista di Angela Carter

Carissimi amici e lettori, oggi vi parlo di questa nuova uscita di Fazi Editore con una recensione. Grazie alla disponibilità della casa editrice ho potuto leggere in anteprima il libro e innamorarmi di un’autrice che non conoscevo, ma che sin dalle prime pagine dimostra un talento e una profondità unici.

Copia digitale fornita dalla CE ai fini promozionali
  • Titolo: Nell’antro dell’alchimista
  • Autrice: Angela Carter
  • Editore: Fazi Editore
  • Collana: Le Strade
  • Data di Pubblicazione: 14 Novembre 2019
  • Pagine: 380
  • Prezzo:
    • e – Book 12,99€
    • Cartaceo 17,50€
  • Disponibilità: Fazi Editore / Amazon & iTunes

Scomparsa al culmine della sua carriera, dotata di un estro narrativo magico e irraggiungibile, Angela Carter ha scritto romanzi e racconti, e sono stati proprio questi ultimi a consacrarla come una delle autrici più talentuose del ventesimo secolo.

Nell’antro dell’alchimista – diviso in due volumi di cui questo è il primo – raccoglie la produzione migliore di un’autrice fondamentale. 
La camera di sangue, secondo Salman Rushdie il capolavoro per cui verrà sempre ricordata, è una serie di bellissime fiabe in chiave moderna, libere riscritture di quelle classiche, in cui l’autrice sbeffeggia gli stereotipi di genere affidando alla figura femminile le redini della storia, donandole un erotismo inedito e conducendola verso un finale vincente rimaneggiato in chiave ironica. 
Fuochi d’artificio nasce invece dall’esperienza dell’autrice in Giappone ed è il punto di svolta nella sua produzione, nonché il momento in cui il tema del femminismo diventa centrale: «In Giappone ho imparato cosa significa essere donna e mi sono radicalizzata».

Ai tesori custoditi all’interno di questa magistrale raccolta Angela Carter ha affidato il proprio testamento stilistico, servendosi di una scrittura raffinata, barocca, a tratti ermetica e costruendo una nuova mitologia femminista con cui condurre un’acuta analisi della società che supera le barriere del tangibile e penetra i meandri dell’immaginazione.
Queste pagine, semplicemente, sono la testimonianza di una perdita incolmabile per la letteratura.

In una breve e intensa raccolta di racconti, conosciamo l’autrice Angela Carter che ha saputo presentare una varietà di stili e soggetti, dandone una caratterizzazione dettagliata e particolareggiata, studiata e così realista da restarne basiti, in cui la bruttezza di un personaggio diventa la sua bellezza, in quanto non viene alterato o abbellito, per renderlo più piacevole al lettore.

Quante storie abbiamo letto e ascoltato di lupi, di demoni, di Dracula, di assassini, di mostri e di fiabe per insegnare qualcosa ai nostri figli? Spesso però dimentichiamo che niente è stato inventato recentemente, sono personaggi e aneddoti che sono sempre esistiti e si sono tramandati, trasformandosi e adattandosi al tempo del loro uso per dare insegnamenti morali e spinti di riflessione importanti.

E come il più esperto degli alchimisti, Angela Carter riesce a unire insieme dogmi della dottrina religiosa, elementi della tradizione contadina, superstizioni e credenze popolari, personaggi nati dalla fantasia eccentrica dell’autrice stessa e dalla sua sensibilità di percepire la realtà, nel suo grande calderone, dando vita a racconti molti significativi, a volte quasi grotteschi ma mai banali.
Personaggi unici, che per. quanto possano essere somiglianti ad altri già noti nella letteratura, stupisco e ammaliano in quanto sono allo stesso originali e del tutto nuovi, in quanto rappresentano la personale interpretazione di Angela.

Per quanto a volte possa sembrare “oscura” la lettura di questi racconti – ci sono infatti dei testi molto crudi e senza fronzoli che mi ricordano Egdar Allan Poe – il lettore non percepisce paura o sdegno, apprezza invece la crudeltà delle storie, in quanto i personaggi che descrive sono così brutali e senza cuore e non possono suscitare buoni sentimenti o avere un lieto fine nella storia cui fanno parte, ma hanno ciò che gli spetta per diritto e natura.

L’autrice dimostra che ogni scrittore ha una propria visione della realtà e una capacità del tutto personale di elaborare dei testi e creare delle storie, e dimostra che si può prendere spunto da una letteratura conosciuta, farla propria e rinnovarla, senza mai dare niente per scontato e creando nuovi mondi e nuovi personaggi.

È difficile parlare di questa raccolta, perché per comprenderla si deve leggere, farsi avvolgere dall’atmosfera e catapultarsi in viaggi narrativi che per quanto possano sembrare conosciuti, diventano invece una nuova interessante scoperta letteraria.
Sono contenta di aver letto il libro e conosciuto questa fantastica autrice.

Buona lettura a tutti voi!

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