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Prima recensione dell’anno dedicata a Miss Miles di Mary Taylor edito da Darcy Edizioni, sicuramente un libro fuori dagli schemi odierni, un classico se così si può definire, ma sicuramente non tanto lontano da noi come si possa immaginare leggendo la trama. Per scoprire cosa ne penso continuate la lettura.

Prodotto fornito dalla CE ai fini promozionali

Scheda Tecnica del Libro 📑 📑 📑

  • Titolo: Miss Miles
  • Autrice: Mary Taylor
  • Traduttrice: Alessandranna D’Auria
  • Editore: Darcy Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 20 Dicembre 2018
  • Genere: Classico
  • Pagine: 800
  • Prezzo:
  • e – Book 2,99 €
  • Cartaceo 18,00 €
  • Disponibilità: Amazon

Trama del Libro 📚 📚 📚

Per la prima volta tradotto in Italia, un grande classico scritto da Mary Taylor. Yorkshire, 1830. Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne. Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia. Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.

Recensione del Libro 💻 🖋 📝

Miss Miles è un classico e pertanto non è un libro facile né da leggere né da interpretare, e sicuramente né la traduzione né l’adattamento ai canoni editoriali è stato semplice.

Per il lettore che non è abituato a leggere libri del genere, potrebbe apparire noioso e indigesto, di quei libri che dopo le prime 30 pagine si chiudono e si conservano in un cassetto per una lettura postera.  Ma come sempre ripeto – ma nessuno mi ascolta – è bene ampliare i propri orizzonti e leggere anche quei libri così lontani dalle nostre corde, dai nostri soliti standard per imparare a comprendere un’altra visione della vita, della scrittura e dei rapporti sociali, un altro modo di interpretare la realtà e riportarla sulla carta bianca; un modo per imparare che noi siamo il frutto di un passato che molte volte non conosciamo o tendiamo volutamente a ignorare e dimenticare.

Però io ho scelto di leggere Miss Miles per un altro motivo: adoro i classici e le sfide di lettura. Pertanto per me la lettura non è stata difficile, anzi mi ha appassionato parecchio. Ho rifatto un tutto nel passato, quando i miei nonni mi raccontavano il modo di vivere dei loro nonni, della forte distinzione tra le classi sociali, del voler apparire più che essere, del voler cambiare senza farlo veramente.

Nel libro possiamo leggere storie di donne: Maria, Dora, Sarah e Amelia. Ciascuna di loro rappresenta una classe sociale, con le sue regole e i suoi modi di vivere. Tutte affrontano un determinato periodo storico, periodo in cui le donne non valgono niente – salvo rare eccezioni – viste dalle famiglie solo per creare alleanze politiche ed economiche vantaggiose; dai mariti per sfornare figli e tenere pulita la casa e dalle altre donne, vittime come loro di un mondo maschilista.

È difficile essere veramente amiche e solidali, sostenersi a vicenda tra donne perché tutte debbono lottare per portare acqua al loro mulino: le più abbienti devono mantenere il loro status mentre le meno fortunate devono fare sacrifici su sacrifici per portare in tavola un tozzo di pane.

C’è da chiedersi chi sia l’autrice delle protagoniste. Per me tutte. Ha messo un pizzico della propria indole “emancipata” in ciascuna donna della sua storia, e poi le ha lasciate vivere secondo il proprio carattere, scatenando le reazioni più diverse.

Per quanto diverse però tutte e quattro sono vittime dell’epoca e di sé stesse. Per quanto desiderano liberarsi dalle catene che le tengono legate ad un modo di pensare e vivere in cui soffrono e impedisce loro di esprimersi al meglio senza essere giudicate, di realizzare i loro sogni, di lavorare, di viaggiare, di uscire fuori dagli schemi, alla fine non ci riescono nel modo in cui loro speravano; non perché sia impossibile farlo ma semplicemente perché i tempi non sono maturi e gli uomini non sono pronti a vedere esplodere in tutta la loro potenza la forza e il coraggio delle donne.

Donne da cui prendere esempio, per la forza e il coraggio di affrontare i propri demoni, la dura realtà che le circonda e un dominio maschile che ha paura di loro e fa di tutto per chiuderle in gabbia. Donne che credono nell’amore e nell’amicizia come nessuno più ci crede, sottovalutando o snaturando questi sentimenti, donne da cui invece prendere esempio per comprendere noi stesse.

Come accennavo prima, è difficile “sistemare” un classico per renderlo piacevole, non sarebbe un classico a quel punto, e quindi se non si è abituati al genere la lettura risulta pesante, lenta e a volte noiosa.  Sebbene sia stata fatto un ottimo lavoro di traduzione, molto spesso ho trovato delle parti della storia incoerenti con la narrazione. Ovvero delle scene allungavano delle situazioni senza uno scopo preciso se non quello di ripetere qualcosa già detto nei paragrafi precedenti.

Un testo valido che ci dà un perfetto spaccato dell’epoca per quanto riguarda i costumi, le tradizioni e la società dell’epoca, sicuramente da non sottovalutare.  Buona lettura a tutti.

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