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Millennium: i film

Carissimi lettori buona sera. È da un pò che non parliamo di film nel blog e stasera vi diletto con ben una serie di film tratti da una serie di romanzi polizeschi del grande autore svedese, purtroppo defunto, Stieg Larsson e in seguito condotti dal giornalista David Lagercrantz.

Come ben sapete mi sono appassaionata al thriller e purtroppo non ho avuto il piacere di leggere i libri da cui sono tratti i film – ma spero di rimediare quanto prima – però ho visto i 5 film e adesso ve ne parlo secondo il mio modesto parere.

Leggendo vari rumor sul web, si parla di molta discrepanze con la storia dei libri, su questo non mi esprimo fino a quando non potro leggerli e fare un confronto.

Il primo film che ho visto è stato Millennium: uomni che odiano le donne con Daniel Craig ( Mikael Blomkvist ) e Rooney Mara (Lisbeth).

Che vi posso dire? Due personaggi ben costruiti e particamente più un film d’azione che altro. Molto simile a James Bond. Lo stesso modo di interagire del personaggio maschile, non adatto al ruolo di giornalista che dovrebbe impersonare e troppa azione, penalizzando la parte delle indagini che vengono date per scontato senza far capire al telespettatore il filo logico del ragionamento che porta alla scoperta della verità.

Rooney l’ho trovata adatta al ruolo ma credo le mancasse qualcosa. L’impressione che ho avuto di questa donna che nonostante sia tosta e vendicativa, pronta alle imprese più disparate e super intelligente, non sia abbastanza matura, una bambina cresciuta in fretta che ancora non sa gestire le sue emozioni.

Quindi per questo  fim il mio voto è:

I tre film che vedono come protagonisti Noomi Rapace (Lisbeth) e Michael Nyqvist (Mikael Blomkvist) sono in assoluto i miei preferiti. (Versione Svedese)

Noomi praticamente buca lo schermo. Ho apprezzato l’attrice in altri film, il più recente Seven Sister, e che dire? Lei è l’unica e perfetta Lisbeth Salander: una donna dal passato oscuro, violento e depravato, una donna che si è ribellata, forse nel modo sbagliato, una bambina che si è dovuta proteggere da sola e che crescendo ha dovuto contare solo sulla forza e intelligenza. L’aspetto fisico atletico e i lineamenti marcanti, le permettono di immedesimarsi nel ruolo, e dare quella giusta dose di mascolinità e femminilità in base al ruolo che deve interpretare. 

In questi film è lei la protagonista. Mikael è la sua spalla. Un uomo che non vuole approfittarsi di lei, ma aiutarla e dare giustizia a lei e alle persone che soffrono per “errori” di altri, che lui comprende bene essendone vittima. Un amico fidato a cui aggrapparsi nel momento del bisogno, un rapporto di fiducia estrema, che in tutta la trama viene ben sviluppato, senza mai cadere nell’ovvietà della storia d’amore come per volere accontentare il telespettatore. I due si amano, ma è un sentimento platonico che sul grande schermo non ha bisogno di essere banalizzato con una relazione d’amore, creando forzatamente una coppia.

Noomi riesce a dare veramente vita a questo personaggio, in tutte le sue sfumature caratteriali ed emotive.

Entrambi i personaggi indagano e la sceneggiatura e i dialoghi ci permettono di seguire il percorso investigativo, e se non dovessimo riuscire a star dietro loro, niente paura, non accade anzi forse in alcuni momenti potremmo arrivare prima noi alla conclusione del caso.

Da vedere assolutamente e si prende un bel…

Cambio di look con l’uscita dell’ultimo film Millennium: quello che non usccide, e secondo me molto deludente.

Il cast è completamente sbagliato. La bravissima Claire Foley, che io adoro come attrice, c’è l’ha messa tutta ma non è adatta al ruolo di Lisbeth. Fisicamente è minuta e non atletica come Noomi, e poi è troppo giovane per interpretare questo ruolo. Il film è il seguito di quelli precedenti e Lisbeth dovrebbe essere più matura e magari con qualche ruga in più, più provata dal passato vissuto e invece Claire è dolce e coccolosa, non è tosta.

E soprattutto troppo emotiva. La trama la riporta a fare i conti con il passato, con la sua infanzia, con la sorella, però il modo in cui lei emotivamente reagisce in determinate situazioni per me sono in netta opposizione alla Lisbeth reale, a quella che hanno creato nei precedenti film.

Anche Mikael qui interpretato da Sverrir Gudnason non c’entra niente con il personaggio originale. Troppo giovane almeno di vent’anni e praticamente messo in secondo piano in tutto, non è più la spalla della nostra hacker ma sembra solo un accompagnatore silenzioso. Manca di carattere e non ha più lo spirito del giornalista che lui è.

Come il primo film, purtroppo si dà molto spazio all’azione e le indagini sono superficiali, dando per scontato che si conosca la storia dei personaggi principali.

Riesce a raggiungere a stento la sufficienza. 

A voi quale è piaciuto di più? Avete letto i libri?

Un bacione a tutti e alla prossima!

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