L’istinto dei calamari di Fabio Lombardi

Carissimi amici e lettori, il secondo libro di cui vi parlo oggi è il romanzo L’istinto dei calamari di Fabio Lombardi per Leone Editore: una storia particolare, drammatica ma appassionante. E voi l’avete letto? Cosa ne pensate? Siete d’accordo con me?

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Leonida Lucomagno, ex giornalista caduto in disgrazia dopo essere stato condannato per aggressione nei confronti di una collega, trascorre le sue giornate a pescare calamari sulle coste della Croazia, dove si è trasferito per allontanarsi da tutto e da tutti cercando di dimenticare gli avvenimenti degli ultimi anni.
Maria, una suora di origini italiane e dal passato misterioso che gestisce un collegio in Uganda, riesce a mettersi in contatto con l’uomo e a ingaggiarlo per rintracciare una sua ex studentessa, Maddalena.
La ragazza, dopo essere stata rapita e costretta a diventare una giovane guerrigliera, ha dato alla luce una bambina che le è stata strappata via con la forza e della quale vengono perse le tracce.
Un lungo viaggio che parte dall’Africa e arriva fino all’Italia che racconta di amore materno, di odio e sensi di colpa, ma anche di perdono e riscatto.

Che cos’è una madre?
Qual’è il suo ruolo?
La sua presenza quanto può influenzare un figlio o una figlia?
Cattivi si nasce o si diventa?
Cosa si è disposti a fare pur di sopravvivere?
Chi può decidere della vita degli altri?

Queste sono alcune delle domande che vi porrete una volta conclusa la lettura del romanzo L’istinto dei calamari di Fabio Lombardi.

Sin dalle prime pagine la storia parla di crudeltà, dolore, guerra, di sopravvivenza, di sacrifici, oscuri compromessi e d’amore.

Come in un reportage giornalistico, l’autore ci racconta una storia affascinante, drammatica, adrenalinica, di grande impatto emotivo senza lesinare descrizioni precise e dettagliate, dosando i momenti d’azione a quelli di narrazione e confronto tra i personaggi, riuscendo a dare un quadro complessivo e completo alla storia.

Come può una storia ambientata tra i guerriglieri dell’Uganda parlare di sacrifici e amore?
I personaggi principali, Maria e Maddalena, madre e figlia, esplorano i loro ruoli, le loro vite e i loro sentimenti.
Entrambe coinvolte in una guerra di uomini, combattono da donne per sopravvivere a quell’inferno, guidate dall’istinto, dalla speranza, dal coraggio e dal desiderio di non soccombere a un crudele destino.

Gli anni nella giungla l’avevano trasformata da ragazzina con la testa piena di stupidi sogni in una guerriera. Aveva capito che per sopravvivere, per non diventare solo una bestia da monta a disposizione dei soldati, doveva diventare una di loro. Migliore di loro. E così aveva fatto.
Così era nata Black Mamba.

Maria e Maddalena fanno delle scelte orribili.
Ne sono consapevoli.
Non hanno altra scelta.
Le loro scelte, per quanto impossibile possa essere, non sono da condannare. Hanno fatto tutto quello che potevano per proteggere o dare una possibilità di salvezza alla persona più importante della loro vita: i figli.
Hanno sofferto, hanno odiato se stesse, hanno fatto il sacrificio più estremo sacrificando per fino la propria vita, in nome dell’amore che solo una madre può provare.

Quell’amore unico, indescrivibile e senza limiti che una madre prova per i figli. Non ha importanza del legame di sangue, ma è quell’affinità tra anime che ne definisce i ruoli e i sentimenti: si ama incondizionatamente senza se e senza ma, senza pretendere niente in cambio se non un sorriso.

Due madri completamente diverse Maria e Maddalena, ma due donne forti e determinate, due leonesse che hanno visto e subito le peggiori crudeltà che ne possono uccidere l’animo, ma non hanno mai ricambiato la malvagità gratuita con l’odio o la vendetta.
Tutto quello che hanno fatto è stato solo per proteggersi e per proteggere l’amore della propria vita.

L’istinto dei calamari è una storia drammatica, forte, crudele e quasi irreale, ma riesce a commuovere il lettore con tutto l’amore che contiene, elogiando la caparbietà e la grandezza dell’unica figura indimenticabile nella storia dell’essere umano: le madri.

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Alla prossima review!

Nota: si ringrazia la casa editrice Leone Editore per l’invio della copia cartacea del libro.

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