Legami pericolosi di Luisa Colombo

Carissimi amici e lettori, oggi una nuova recensione per voi Legami pericolosi di Luisa Colombo, un libro dal titolo intrigante che lascia intendere molto di più di quello che viene raccontato tra le sue pagine. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura dell’articolo!

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Nel laboratorio di chimica di Milano della Farma Koeler, multinazionale farmaceutica, viene rinvenuto il cadavere di un giovane ricercatore, con la testa fracassata.
La squadra omicidi, capeggiata da Anika Miller, accorre subito sulla scena del crimine, ma a prima vista non c’è nulla di rilevante: non ci sono segni di scasso, né di furto, e non viene ritrovata l’arma del delitto.
Dagli interrogatori emerge che nel laboratorio si stava lavorando alla sperimentazione di un rivoluzionario farmaco, per il quale molti avrebbero commesso un crimine simile, pur di impossessarsi della formula.
Tra bugie, minacce e tradimenti, la verità verrà infine a galla, distruggendo le certezze e il futuro di molti.

Legami pericolosi di Luisa Colombo è la quiete dopo e prima la tempesta tra Il fiore dell’Apocalisse e il prossimo romanzo che l’autrice scriverà su Maia Parodi.

La storia prosegue quella del primo romanzo e per chi non l’ha letto come me, può sentirsi spaesato nella lettura delle prime pagine in cui i personaggi si apprestano a dare un resoconto delle loro vite, paragonandole al passato e dimostrando tutte le intenzioni di continuare la strada intrapresa sia a livello professionale che personale.

«Ehi, che ti prende? Dovresti essere felice.»
«Lo sono infatti, ma non mi sembrate ancora vero, ho paura che…»
«Basta con le paure, abbiamo una vita davanti e siamo solo all’inizio.»

Ma i cattivi sono in agguato e tramano alle spalle dei nostri personaggi, che si ritrovano coinvolti in un’indagine per omicidio.
Tutti hanno un interesse che potrebbe giudicarli colpevole e non è facile districarsi tra falsi sorrisi e alibi assai dubbi.

L’autrice riesce a raccontare quello che serve al lettore per procedere nella lettura. Dosa saggiamente le informazioni e i passaggi da un personaggio all’altro, facendoli interagire tra loro quando la narrazione lo richiede, o lasciandogli spazio di compiere le proprie azioni in solitaria.

Tanti personaggi da gestire e che richiedono di essere protagonisti nelle pagine a loro dedicate, rappresentati senza filtri o abbellimenti, ma semplicemente immortalati dal nero inchiostro sulla candida carta del libro.

Legami pericolosi è un libro di transizione, che prepara il terreno per quello che arriverà dopo. Ci lascia tutti gli incipit necessari a collegare la storia in corso e a prevedere che ci sia altro, non detto o solo accennato che ci aspetta ancora, che rappresentano delle questioni irrisolte che si chiuderanno in uno scenario più ampio.

Dal mio personale punto di vista, le indagini e gli interrogatori svolti dalla squadra imidicidi di Anika, di cui Maia fa parte, appaiono affrettate e quasi superficiali, troppo semplici.
Però credo che l’effetto sia voluto dall’autrice.
Ho avuto la sensazione che Luisa Colombo volesse alleggerire un po’ la storia, per prepararci a qualcosa di forte e ricco di suspence.
La mancata lettura de Il fiore dell’Apocalisse incide su Legami pericolosi, in quanto mi mancano le risposte alle domande che sono già state fatte.
Rimedierò.

Legami pericolosi è un buon esempio per tutte le autrici che vogliono cimentarsi nella scrittura di un thriller, dimostrando che le donne e in questo caso Luisa è stata in grado di tenermi attaccata alle pagine del suo libro, con una trama avvincente e personaggi ben caratterizzati, sapendo dosare momenti romantici, ironici e ricchi di suspence insieme per avere un connubio ben omogeneo.

Che aspettate? Andate a comprare il libro!

Alla prossima review!

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