Le rune di Leif di Carlo Cavatuzzi

Si continua con le recensioni e a sorpresa vi parlo del romanzo fantasy Le rune di Lei di Carlo Cavatuzzi per Sága Edizioni. Cosa? Pensavate che non leggessi più il genere? In linea di massima sì, a meno che di non trovare nuovi titoli interessanti e questo mi è sembrato promettente. Ora non agitatevi troppo, ho detto sembrato, per saperne di più dovete leggere la mia recensione!

Leif Gnupasson sogna di combattere a fianco dei suoi fratelli vichinghi, ma un giorno, durante una partita di hok, un corvo – che solo lui può vedere – sconvolge completamente le aspettative sul suo fato. Questa è solo la prima di cinque visioni che sconvolgeranno, negli anni, la sua vita. Assieme a Pora, sua cugina, si reca dalla volva Gilla, a chiedere numi sulla sua visione. Con ella scoprirà di essere in un rapporto privilegiato con gli Aesir. Essi hanno altri piani per lui, in particolare, il Viandante, Ódinn. Sono tante le vite che Leif vive e quelle che gli Dei scrivono sulla sua strada. Viaggi di potere, di misticismo e di legami di sangue – e non – che lo faranno attraccare a terre sconosciute e gli faranno conoscere culture, tradizioni e lingue diverse, che partono da Leksivfalla, suo paese natale in Norvegia, per giungere infine a Costantinopoli.

La cultura nordica mi ha sempre affascinato.
Di solito a scuola si studia la mitologia greca e romana, lasciando intendere agli studenti che lassù a Nord ci sia una civiltà prettamente guerriera con i propri usi e costumi che in qualche modo ha influenzato ed è stata influenzata dal Cristianesimo, conosciuta in gergo come i Vichinghi.

Su questi guerrieri si sono spesi libri, film e serie tv ma anche videogiochi che di volta in volta hanno cercato di dare una sorta di spiegazione a tradizioni che a noi appaiono fin troppo estreme e incomprensibili.

Il tema delle rune e delle profezie è molto importante nella cultura vichinga. Guerrieri dediti alla guerra che riescono a rispettare il valore delle donne in battaglia e a non relegarle al semplice ruolo di fattrici, ma bensì a considerarle loro pari in tutto.

Il destino è scritto. E le rune hanno il compito di darci un anticipo di esso o di indicarci momenti importanti e decisivi per la nostra avventura. Il destino quindi può essere cambiato, perché non dipende solo da noi ma anche dalle scelte degli altri e in questo intricato intreccio di storie non c’è niente di definitivo oppure sì?

Dei capricciosi si divertono a influenzare le vite dei mortali, in base allo loro simpatie, o semplicemente perché apatici della loro vita immortale e devono in qualche modo movimentare la vita sulla terra.

Le rune di Leif racconta principalmente di una viaggio di un uomo con delle particolari doti che attraverso le avventure e le disavventure della sua vita, riesce a trovare dentro di sé il suo vero essere, il suo percorso per raggiungere la propria realizzazione. Sarà stato profetizzato dalle rune o meno, la vita resta comunque un viaggio che va vissuto intensamente e merita di essere raccontato.

Alla fine di tutto questo c’è anche un profondo insegnamento, ma non è mio compito svelarvelo. Per scoprirlo basta leggere il romanzo.

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Alla prossima review!

Copia ARC omaggiata dalla CE ai fini promozionali

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