Le rovinose di Concetta D’Angeli

Carissimi amici e lettori, sono tornata! L’estate è stata proficua di letture e alcune hanno interessato espressamente il blog come Le rovinose di Concetta D’Angeli per Il ramo e la foglia Edizioni. Pronti a scoprire cosa ne penso? Allora, non mi resta che augurarvi buona lettura!

“Le rovinose” si svolge in Italia nei sanguinari anni del terrorismo. È la storia parallela di due ragazze che s’incontrano a Siena durante gli studi universitari e poi vivono vite diverse e lontane. Due vite animate da utopie, ambizioni, passioni, sconvolte da fallimenti e ossessioni autodistruttive, raccontate in modi diversi. Rappresentandole, l’autrice costruisce un quadro nitido e talvolta impietoso del nostro paese, dove vicende private, spesso cupe, s’intrecciano coi fatti di più ampia portata che possiamo ormai considerare Storia. In un linguaggio incalzante, colto e ironico, con venature dialettali e della lingua di tutti i giorni, D’Angeli ci racconta la nostra storia, fatta anche di sfide personali, violenze domestiche, discriminazione e ribellione. Parte integrante del romanzo è la “Cronologia” che dal 1976 al 1988 annota l’impressionante successione delle uccisioni quasi quotidiane compiute da gruppi politici estremisti e dalla malavita organizzata.

In un’ Italia stravolta dalla cronaca nera degli anni Settanta, due donne si incontrano e vivono due vite completamente diverse.
Due ragazze, Silvana e Clara, con tanti sogni e ambizioni, ma anche esempi di due mondi diversi che cozzano con il senso morale imposto da una società non ancora incline ad accettare il diverso… lo sarà mai?

Intanto queste due ragazze sono lì, insieme a vivere e condividere anni di amicizia, di confidenza, di esperienza di vita, spesso incomprensibili all’altra ma che le fanno stare bene.

E non possono mancare le scelte: discutibili, impensabili, inaccettabili, ma necessarie.

Il romanzo è la narrazione delle loro vite. Soffermandosi sui momenti che le hanno viste insieme, l’autrice poi le separa, quasi fossero due poli opposti di una calamita, vicine ma estremamente lontane, ignare l’una della vita dell’altra, o meglio partecipi solo in parte.

Due storie che hanno il compito di denunciare un male interiore insito nell’animo di molte donne all’epoca e molto di più oggi.
Diversità e sogni infranti i protagonisti, oppressi dai sensi di colpa ma dall’omertà di non potersi ribellare, ma subire, subire e subire inevitabilmente.

C’è tanto da imparare da questa lettura, ma soprattuto tanto per cui sentirsi offese. Le donne sono forti, coraggiose e determinate, ma questo è sempre dato per scontato o usato contro di loro, per obbligarla alla sottomissione, per cancellare i loro sogni e le loro speranze, per rendere i loro punti di forza delle debolezze.

Due storie che sono le portavoci di tante altre storie che nessuno osa raccontare.

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Alla prossima review.

Copia ARC omaggiata dalla CE ai fini promozionali

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