L’azzurro fa bene agli occhi di S. I.

Carissimi amici e lettori, oggi una nuova recensione del blog e parliamo del romanzo L’azzurro fa bene agli occhi di S. I. Chi è l’autrice? È Senza Identità, un singolare pseudonimo che spiazza il lettore e ci lascia un sorriso beffardo sul viso, perché magari c’è chi conosce la sua identità ma non ha nessuna intenzione di svelarla. Buona lettura!

L’azzurro è quello degli occhi magnetici di Sergej, tassista ucraino a Roma, in cui si perde Caterina, sensuale, giovane romana senza inibizioni, che gira per la città vestita come una puttana, così le grida Sergej, ma lei è puttana solo per lui.
Una storia complicata, molto. Un gomitolo che si srotola tra la nostra capitale e l’Ucraina, all’ombra della guerra di pochi anni fa, dove si intrecciano uccisioni, tradimenti, adulteri, fughe, ritrovamenti, dolore, verità svelate.
E sesso, perché in questo struggente romanzo, opera prima di una giovane umbra, vero talento letterario, c’è la passione pura e cruda e, si avvisano le lettrici e i lettori, scene di sesso passionale, perfettamente aderenti e funzionali ai personaggi, mai gratuite.
Li seguirete nel loro viaggio all’interno della guerra, patirete per i dolori subiti, gioirete per l’amore sofferente, per i drammi che la guerra si porta dietro, per la vita che ricomincia, per la speranza che non deve mai venire meno!
La giovane autrice S. I. (che significa Senza Identità) mostra di avere una saggezza inconsueta per i suoi ventisei anni e certi passaggi lo testimoniano, come questo: “Lei di filosofia non capiva nulla, ma le era noto che un filosofo aveva già scritto che le persone perfette non litigano, non combattono, non amano e non esistono”. Chissà, forse esiste una scrittrice prossima alla perfezione. Scopritela e amatela come a noi è accaduto. Adatto a un pubblico adulto.

Da tempo non accetto facilmente richieste di recensione di titoli romance, per diversi motivi, e salvo rari casi eccezionali, come in questo caso colpita dalla trama, ho deciso di fare un’eccezione, sperando di leggere un romanzo che non possa essere definito in un unico genere ma che riesca a spiazzare in diversi, riuscendo a riassumerne le parti migliori.

L’autrice sicuramente sceglie un campo minato per raccontare la sua storia, mettendo insieme due personaggi dalle etnie diverse, dai caratteri opposti e dal modo di pensare agli antipodi. E difatti, Caterina e Sergej non hanno niente in comune che possa creare tra loro la base per una storia d’amore e di un futuro insieme. Troppo insofferente, menefreghista, svogliata e affetta da sindrome di vittimismo lei; contro un uomo prepotente e arrogante, che vede le donne come domestiche, come mezzi per i suoi personali scopi o semplici puttane al suo servizio, da usare a suo piacimento e poi abbandonarle quando non gli servono più.

Un’accoppiata che per quanto forzata è molto reale, anzi è possibile definirlo un cliché della società moderna. Un esempio lampante dell’accontentarsi di qualsiasi cosa ci passi sotto tiro, senza analizzarla, senza chiederci se è giusta per noi, l’importante che soddisfi il prurito del momento che sia sessuale o di altro genere, tanto basta uno schiocco delle dita ed è possibile passare oltre, cambiare e prenderci ciò che di cui abbiamo voglia.

Tema focale è il sesso.
La libertà sessuale dei personaggi sembra il protagonista della storia. Entrambi non hanno remore né principi, si concedono la loro soddisfazione sessuale senza porsi il problema delle conseguenze. Sembra squallido? Lo è. Ma pensate che la realtà sia diversa? No. In una società emancipata come la nostra, Caterina e Sergej scopano dove e come vogliono, senza preoccuparsi di niente. Come se non ci fossero conseguenze.
Scene di sesso a ripetizione in cui si evidenzia ancora maggiormente il carattere dei due protagonisti. Lui che frutta il corpo di una giovane ragazza che si offre spontaneamente e senza inibizione, lei che si concede senza dignità, solo per il piacere, solo per avere delle attenzioni che la fanno sentire desiderata ed essenziale.

A metà libro l’intreccio si arricchisce con la storia del rapimento e della prigionia Elisa e delle violenze sessuali subite, e dell’apprendimento del passato di Sergej, che per quanto interessanti e spezza monotonia della storia, sembrano ancora affermare il pensiero di Sergej nei confronti del gentil sesso: le donne sono tutte puttane e quello che accade loro quando fanno determinate scelte è giusto in quanto se le vanno a cercare, proprio com’è accaduto alla moglie.

Subscribe to blog newsletter
You will receive a notification to the publication of a new article

Mi ero illusa che le vicende personali di Caterina la facessero crescere, maturare e svegliare, ma ahimè invece di afferrare al volo la sua possibilità di migliorarsi, di realizzare i suoi sogni, ma poi invece mi delude, andando però a confermare quell’aspetto di cui parlavo prima del volersi accontentare di quello che è semplice e facilmente raggiungibile senza fatica, quasi ipnotizzata dall’amore malato per un uomo che la considera solo una puttana.

Sicuramente un romanzo forte e a tratti drammatico, in cui i personaggi sono volgari, grezzi e squallidi, e in ogni momento non fanno che enfatizzare le loro peculiarità e l’incapacità di volersi migliorare, cosa che a loro non interessa in quanto è preferibile fare vittimismo e aspettare invano un risarcimento sociale che mai arriverà.

Sostieni il blog! ⬇️⬇️⬇️

Alla prossima review!

Si ringrazia l’autore per l’invio della copia ARC inviata ai fini promozionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.