L’abito da sposo di Pierre Lemaitre

Ci siamo lasciati alle spalle la prima calda parte di Agosto, ma non sono mancate le letture estive sotto l’ombrellone o sotto il condizionatore del blog.
La prima review che vi propongo è L’abito da sposo di Pierre Lemaitre per Fazi Editore.
Buona lettura!

Copia digitale fornita dalla CE ai fini promozionali

Chi è veramente Sophie? Sappiamo che ha trent’anni ed è la babysitter di Léo, il figlio di una coppia di ricchi parigini.
La giovane donna sembra non avere una vita privata, si dedica al bambino e nient’altro.
Il resto è un mistero. Ma sappiamo che è ossessionata da una doppia identità, dimentica cosa ha fatto poche ore prima e vive in un costante stato di oblio. Una sera la mamma di Léo rientra tardi e trova Sophie addormentata davanti alla tv, le propone di restare a dormire e lei accetta.
Il mattino dopo la ragazza si risveglia sola in casa e fa la terribile scoperta: nella notte Léo è stato strangolato nel sonno, proprio accanto a lei.
Da qui ha inizio una lunga fuga, un sentiero che condurrà Sophie fin negli abissi del crimine per salvarsi da un omicidio che non ha commesso ma per il quale è l’imputato perfetto, un percorso lungo il quale sceglierà di uccidere e di mentire.
Assumerà altre identità e per questo dovrà confinare la propria esistenza dentro miseri giorni anonimi. Fino a quando scoprirà cosa è davvero accaduto quella notte e chi l’ha condannata alla sofferenza.
Dal vincitore del premio Goncourt 2013, un noir che avvince e tiene sulle spine fino all’ultima pagina, in cui la follia, tanto spaventosa quanto incomprensibile, riesce miracolosamente a trovare un perché.

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Conosciamo veramente noi stessi?
Sappiamo distinguere quello che facciamo da ciò che pensiamo o pensiamo di aver fatto?
Ricordiamo tutte le nostre azioni con lucidità?
Sappiamo analizzare la realtà con razionalità o ci affidiamo alle sensazioni per interpretarla?

Poi la distrazione era diventata stramberia.
E in pochi mesi tutto era brutalmente andato in pezzi.
Sophie allora iniziò ad appuntare tutto, con la scrupolosa attenzione di una drogata in astinenza.
Un medico le propose di ricoverarsi.
Rifiutò, finché la morte entrò nella sua follia.

Sophie è vittima della sua mente.
Dimentica le cose, si comporta in modo strano, è diventata apatica e i suoi incubi sono diventati reali o è lei che ha perso il senno?
Giorno dopo giorno deve convivere con il suo degrado mentale, la perdita della lucidità e credersi pazza.
Fino a quando non commette un omicidio e dimentica di averlo commesso.
Ma si può dimenticare un’azione tanto crudele?
La cronaca nazionale e internazionale, dicono di sì, dimostrando che la mente ha una propria volontà e può accusare o salvare il suo ospite.
E per Sophie inizia l’ennesimo incubo, fatto di fughe, di cambi di identità, alla ricerca di trovare nei meandri dei propri ricordi quel pezzo mancante per completare il puzzle, per dichiararsi colpevole o innocente, per dare un senso alla sua vita che di senso non ne ha più.





Una storia divisa in tre parti.
La prima ci fa conoscere Sophie nel suo presente, poco prima della sua fuga e dopo, quando cerca in tutti i modi di allontanarsi dalla morte, che continua ad inseguirla, e trovare una via che la porti lontano da tutto.
Una narrazione senza tagli o abbellimenti, che ci permette di scorgere i pensieri senza apparente logica, le sensazioni della protagonista, che confusa ma lucida non smette di analizzare la sua vita, convinta di non essere folle.
E quasi l’autore spinge il lettore a odiarla, a guardarla con sufficienza, a snobbare la sua fragilità e a pensare che un essere come lei non può fare del bene e che non c’è via di scampo alla sua indole se non la continua malvagità di cui è artefice.

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Resta lì immobile, le lacrime salgono di nuovo ma non sono più le stesse, sono quelle di altri tempi, quelle che bagnano il corpo di un uomo insanguinato accasciato sul volante, quelle che accompagnano le sue mani sulla schiena dell’anziana donna mentre viene scaraventata per le scale.

La seconda parte del libro ci porta indietro, facendoci conoscere una nuova Sophie.
Allegra, divertente, innamorata, serena, spensierata, viva e speranzosa.
Chi è la vera Sophie?
Lo sono entrambe.
E allora scopriamo cosa le sta accadendo in sua insaputa.
Che la sua follia non è causa delle sue azioni, che non è malvagia, che non è l’artefice di crudeltà gratuita ma bensì la vittima.

E nell’ultima parte della storia, Sophie e il suo carnefice, si troveranno a confrontarsi.
Si scontreranno ad armi pari, giocando d’astuzia, scoccando frecce e riparandosi sotto gli scudi.
Si conoscono bene, ma allo stesso tempo sono ignari delle capacità dell’altro, e per quante ipotesi possa fare uno, l’altra potrà sempre contrattare in maniera inaspettata.

E l’azione si concentra nelle menti dei due protagonisti.
Sophie, forte della sua nuova consapevolezza, e determinata a riappropriarsi della sua vita, dimostra tutto il suo valore e il suo coraggio.
Riesce a uscire dal labirinto contorto e offuscato della sua mente, a ritrovare se stessa e a vincere con il raziocinio la follia.
Sophia avrà giustizia e vendetta, e ci dimostrerà che per quanto innocente per colpa degli altri non sempre lo saremo anche per il mondo, e dovremo lottare o arrenderci al destino.

Una tormentata e affascinante storia di introspezione psicologica, dove paura, disperazione, depressione e follia sono compagne fedeli e rassicuranti, ma anche elementi essenziali per spronare la protagonista a non accontentarsi e a bandirli, a combatterli in cerca di emozioni positive.

Alla prossima review!

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