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La quarta dimensione del tempo di Ilaria Mainardi

Una lettera ricevuta per caso dal passato dà l’avvio alla trama de La quarta dimensione del tempo di Ilaria Mainardi. Attraverso una serie di flashback il protagonista – costretto a tornare a casa dopo tantissimi anni per incontrare sua madre – rivive la sua infanzia e il rapporto con suo
padre, scomparso prematuramente. Una serie di incontri segneranno le tappe di questo lungo viaggio verso il suo passato: un caro amico (o forse un po’ di più), un ragazzo messicano che di notte diventa drag queen, una vicina di casa di sua madre dal carattere molto forte.

Storie che si intrecciano fino al risolutivo finale. La quarta dimensione del tempo è un romanzo introspettivo ma anche velatamente politico.

Materiale fornito dalla CE ai fini promozionali

Titolo: La quarta dimensione del tempo
Autrice: Ilaria Manardi
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Collana: Bohèmien
Data di Pubblicazione: 20 Giugno 2020
Genere: Fiction
Pagine: 214
Prezzo: 15,00€
Disponibilità: Amazon

James Murray, newyorkese d’adozione, è un affascinante pubblicitario che ha passato gli ultimi tre decenni a costruirsi una nuova e brillante identità sui cocci del passato.

Finché una lettera, giunta ai suoi occhi in ritardo di ventisette anni, non fa crollare ogni impalcatura. Insieme all’amico Gavin dovrà ripercorrere a ritroso la strada verso un Missouri verde come l’Irlanda, verso una figura materna cancellata da troppo tempo, verso i sogni perduti, verso se stesso.

Nella consapevolezza che, come gli ripeteva l’amato padre, dove si arriva e da dove si parte sono i soli punti da tenere sempre presenti per non sbandare durante il percorso.

«In mezzo allo spiazzo, la musica era il solo elemento che gli confermava che i rintocchi dell’orologio avevano lo stesso passo di quelli di ogni altra sera della sua vita: Billy the Kid danzava ignaro (era un’evasione, quel viaggio?) mentre il vecchio Pat sentiva già i federali macinare terreno alle loro calcagna. Però non lo avrebbe mai tradito. Mai»

Ilaria Mainardi è pisana di origine e cosmopolita per viaggi mentali. Da
sempre appassionata – innamorata – di cinema, lo ha studiato per cercare di capirlo e non c’è riuscita. Da questa impasse è emerso un amore ancora più solido.

L’altra sua più grande passione riguarda la drammaturgia in lingua inglese: da William Shakespeare a Martin McDonagh (che è anche uno dei suoi registi preferiti) passando per Enda Walsh e David Mamet. Sogna di vincere la Palma d’oro a Cannes per un film sceneggiato a sei mani con i fratelli Coen e di bere un caffè nero con David Lynch.

Buona lettura!

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