La proposta di un gentiluomo di Julia Quinn

Carissimi amici e lettori, oggi è il mio turno parlarvi dei fratelli Brigerton e in particolare della storia di Benedict e Sophie nel titolo loro dedicato La proposta di un gentiluomo di Julia Quinn.
Ringrazio il blog Sogni pensieri parole per avermi coinvolta nell’evento e la Mondadori per l’invio in anteprima delle copie digitali dei titoli.
Volete sapere cosa ne penso? Ecco a voi la mia review.

Copia digitale fornita dalla CE ai fini promozionali

Sophie Beckett discende da una nobilissima famiglia, ma non ha mai avuto una vita facile. Niente feste, coccole, agi per lei: è infatti la figlia illegittima del conte di Penwood ed è sempre stata trattata come una domestica, soprattutto dopo che il padre, morendo, l’ha lasciata sola con la matrigna e le sorellastre.
Mai e poi mai avrebbe immaginato di partecipare un giorno al celebre ballo in maschera di Lady Bridgerton. Né tanto meno di incontrarvi un principe azzurro che stesse aspettando proprio lei. Eppure, mentre volteggia leggera tra le forti braccia del bellissimo Benedict, secondogenito della famiglia, le sembra quasi impossibile che quell’incantesimo debba dissolversi allo scoccare della mezzanotte.
Non dimenticherà mai quella serata, ne è sicura.
Neanche Benedict potrà scordare la sensazione provata danzando con quella sconosciuta.
Chi si celava dietro quella maschera?
Il giovane ha giurato a se stesso che l’avrebbe scoperto, per poi sposarla. Ma quando, anni dopo, conosce casualmente Sophie, che crede una cameriera, il suo proposito vacilla: è giunta l’ora di porre fine alla ricerca della misteriosa ragazza che gli ha rapito il cuore e abbandonarsi a un nuovo sentimento?
Perché certo Sophie non poteva essere al ballo… oppure sì?

Ho letto la saga completa dei fratelli Brigerton quando uscì nella collana I Romanzi di Mondadori, in edicola, tanti anni fa, e mi innamorai delle loro storie e dell’autrice.
Ero giovane e mi piacevano le storie d’amore.
Sono passati gli anni e continuano a piacermi le storie d’amore.
Cosa è cambiato?
Apparentemente niente o tutto.
Se alla prima lettura sospiravo innamorato alla presenza dei fratelli Brigerton e facevo il tifo per le sorelle, oggi rileggo le loro storie con una nuova consapevolezza, cercando di approfondire i loro caratteri, conoscerli meglio, e capire il messaggio nascosto dell’autrice nelle pagine del suo romanzo.

Benedict la guardò sbalordito. Possibile che non sapes­ se chi era lui? Non che fosse così presuntuoso da imma­ ginare che tutta Londra dovesse saperlo.
Solo che era un Bridgerton, e di norma chiunque l’avesse incontrato una volta era in grado di riconoscerlo.
E non c’era nessuno, in una certa Londra, che non l’avesse incontrato almeno una volta. Se non altro, pensò mestamente, tutti erano in grado di indicarlo come il “numero due” della famiglia.

Una donna strana Lady Violet, che ha voluto dare ai suoi figli un nome in ordine alfabetico. Per ricordarli meglio? O per spronarli a trovare la loro vera identità, e non il posto nel mondo solo attraverso la posizione d’arrivo in famiglia?
Oppure una donna intelligente e lungimirante?

Per quanto la storia di Benedict & Sophie sia molto simile a quella di Cinderella, la somiglianza è solo un trucco per nascondere la sua immensa profondità.
Nel 1800 una donna non aveva molte alternative al matrimonio con un uomo, spesso molto vecchio, e con la messa al mondo di figli sani e possibilmente maschi.
Una giovane donna, figlia non riconosciuta di un nobile, non aveva altre alternative se non diventare una cameriera, l’amante di un gentiluomo o peggio ancora una prostituta.

Un uomo invece era libero di fare quello che voleva, soprattutto se nobile.

Benedict & Sophie rompono gli schemi.
Non vogliono adeguarsi a cosa ci si aspetta da loro: lui non è alla ricerca di una passatempo, ma di una donna che lo ami e che ami Benedict e non il numero due dei fratelli Brigerton; lei è alla ricerca del suo posto nel mondo, indipendentemente dalle sue origini di nascita.

Incontrarsi è inevitabile.
Innamorarsi è indispensabile.
Lottare per stare insieme ed essere felici il loro scopo.

Ma lei non era una ragazza perbene. Era una bastarda, il peccato di gioventù di un conte. Non faceva parte del bel mondo, e non lo sarebbe mai stata. Doveva attenersi lo stes­ so alle sue regole?

Aveva sempre giurato a se stessa che non avrebbe mai accettato di essere solo l’amante di un uomo, con il rischio di mettere al mondo un figlio illegittimo, destinato a sof­ frire quel che lei aveva sofferto. Comunque non aveva in mente niente di così ardito. Si trattava solo di un ballo, di una serata eccezionale, magari di un bacio.

Per rovinarsi la reputazione bastava anche meno, però lei non aveva una reputazione da difendere. La sua condizio­ ne sociale era comunque quella di un paria. E voleva solo concedersi una parentesi di follia, destinata a durare lo spa­ zio di una serata.

Il destino confonderà un pò le acqua e sembrerà remare contro di loro, ma sarà solo un arguto stratagemma dell’autrice affinché i suoi personaggi comprendano cosa vogliano e cosa sia importante per loro.
Una storia romantica, dolce, struggente.
Una storia ricca di humor Brigerton e non solo inglese, perché quella famiglia ha un modo tutto proprio di essere speciale, di amarsi, di sostenersi e di essere una vera famiglia.

Ma non si può leggere una sola storia per amarli.
Sebbene ogni libro sia auto conclusivo, e gli interventi dei membri della famiglia servano da spalla e da grillo parlante per i protagonisti di turno, non si può farne a meno di chiedersi: Cosa combineranno Antony, Benedict, Colin, Daphne, Eloisa, Francesca, Gregory & Hyacint nelle loro storie?
Per scoprirlo non resta che leggerle!

Ho un libro preferito, anzi due, e sono le storie in cui mi sono immedesimata di più e i personaggi che mi hanno stupita, rivelando un indole nascosta ma da Brigerton.

Che dire di tutta la saga? Rileggendola l’ho amata in maniera diversa, consapevole che ha fatto breccia nel mio cuore per l’ennesima volta e che i fratelli Brigerton resteranno nel mio cuore per molto tempo ancora.

Se amate il Regency è una saga che non poteva perdervi.

Vi aspetto alla prossima review!

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