La medium di Julie Cohen

Carissimi amici e lettori, un’altra giornata ha inizio e anche oggi voglio alleviarvi con una nuova recensione; oggi vi porto nel Dorset del 1858 a conoscere Viola e Jonah i protagonisti del romanzo La Medium di Julie Cohen per Leone Editore.

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Dorset, 1858.
Dopo la morte del padre e un matrimonio male assortito con l’amico d’infanzia Jonah, Viola Worth riscopre la sua grande passione per la fotografia.
Presto la fama del suo talento si diffonde e, un giorno, Viola viene contattata da un uomo che desidera immortalare un’ultima volta la figlia morente.
Quando Viola arriva è ormai troppo tardi, ma scatta ugualmente la fotografia.
E, durante lo sviluppo, si accorge di una strana ombra impressa sulla pellicola, in cui l’uomo è sicuro di riconoscere sua figlia.
Per la medium Henriette, conoscente di Viola, non ci sono dubbi: la ragazza è in grado di fotografare gli spiriti. Le propone così una collaborazione, che Viola accetta.
Mentre il loro sodalizio evolve in qualcosa di più profondo, tuttavia, Viola non immagina che Henriette non le abbia detto tutta la verità su di sé, e che il loro legame porterà alla luce alcuni segreti sul passato di Jonah in India, che forse avrebbero fatto meglio a lasciare sepolti.

Dopo aver molto apprezzato il romanzo Le due vite di Louise e Luis di Julie Cohen, sono tornata a leggere con piacere il suo secondo romanzo La medium arrivati in Italia grazie a Leone Editore.

Viola e Jonah stanno compiendo il grande passo, si stanno unendo in matrimonio, affidando la vita dell’uno all’altra per tutto il tempo della loro vita mortale.
Peccato che questo matrimonio di festoso e gioioso non abbia niente, anzi sembra più simile a una cerimonia funebre.
E invece di festeggiare l’inizio di una nuova vita, la creazione di una nuova famiglia, i novelli sposi si allontano sempre di più, facendo quasi delle vite separate se non per la cordiale educazione imposta dai ruoli di marito e moglie che interpretano.

Jonah aspettava all’altare.
Aveva gli occhi fissi di fronte a sé, non guardava la navata, mentre lei si avvicinava.
Si avvicinarono, fianco a fianco. La mascella di Jonah era contratta. Viola si ricordò delle parole che lui aveva detto a proposito del dovere.
Non era troppo tardi per liberare Jonah. Ma poi lei che cos’avrebbe fatto? Suo padre non le aveva lasciato quasi nulla. Non poteva restare nella canonica; serviva al nuovo parroco. Non poteva vivere in nessun altro posto da sola.
Quel limbo, tra due uomini, tra la morte e il matrimonio, non poteva durare per sempre. Se non avesse sposato Jonah, avrebbe dovuto trovare un altro uomo con cui farlo, e chi sarebbe stato?

Il matrimonio per i due protagonisti è una necessità. Jonah deve maniere la promessa fatta tanti anni prima e Viola non ha scelta che diventare una moglie, come impone la società, in quanto una donna non può vivere sola.

L’autrice però non vuole raccontare del loro matrimonio infelice e dei mille escamotage che Jonah e Viola useranno per renderlo accettabile, per smorzare le differenze tra loro, per avvicinarsi e per creare una famiglia amorevole, e vivere una vita felice.

Paradossalmente Jonah e Viola si amano e si rispettano, ma non come due novelli sposi, sono due fratelli che non condividono lo stesso sangue, cresciuti insieme e che, rimasti soli, fanno quello che ci si aspetta da loro: si sposano.

L’intento dell’autrice è spingere i protagonisti a guardarsi dentro, ad analizzare le loro emozioni e a cercare di comprendersi, mettendoli a confronto con personaggi ambigui come Henriette, che ha tanto da nascondere e da cui scappare, e che riescono a metterli in crisi, a dubitare di sé stessi, a riaccendere una fiammerà nei loro cuori, e farli sperare che nella vita ci si possa redimere, cambiare e trovare la propria posizione.

Jonah e Viola riescono così a rompere gli schemi imposti dalla società.
Complice una medium e l’apparizione di un fantasma, Jonah è costretto a rivivere il suo passato in India che per quanto doloroso e colmo di rimorsi, invece l’hanno visto felice e innamorato. Dal canto suo, Viola riesce a dedicarsi nuovamente alla fotografia e riesce a scoprire un nuovo modo di amare.

Julie Cohen riesce a parlare tramite i suoi personaggi, a farli riflettere e interloquire con il lettore, chiedendogli di farsi un esame di coscienza e chiedersi di essere sincero con se stesso, riguardo la sua più profonda indole.

Si parla di accettazione in questo romanzo.

Jonah che apprezza e rispetta Pavan come persona, cercando di comprendere la sua cultura e la sua religione così profondamente diversa e lontana dalla propria. Questo non gli impedisce di amarlo, scoprendone la vera identità nascosta e quindi di amarla intensamente, come solo due essere innamorati possono fare.
E Viola? Anche lei è messa alla prova, sfidata a scoprire un amore diverso dai canoni imposti, da quello che ci si aspetta da lei, un amore incompreso e sbagliato secondo il pensare comune. Ma può l’amore essere sbagliato e sporco, se rende felici?

Si parla anche di coraggio. Quello di entrambi i personaggi di comprendersi e confidarsi tra loro. Ma anche il coraggio di Henriette di adoperarsi per risollevare le sue sorti di domestica, del voler imparare e non essere schiava né dell’ignoranza né della società.

Tematiche che non smettono di essere attuali.

Oggi si pensa che siano problemi sorpassati, che non esista l’odio razziale o l’ignoranza, e invece tempestivamente la cronaca internazionale ci ricorda che l’uomo ha paura della diversità, di ciò che non conosce e che non vuole conoscere, che preferisce alzare una mano e lanciare una pietra per colpire e ferire per sfogare la propria frustrazione, invece di ascoltare e confrontarsi pacificamente e con rispetto con gli altri.

Nel suo ruolo di scrittrice Julie Cohen anche con questo libro svolge un ruolo importante e di riferimento: denuncia uno stato civile mettendo in evidenza dei problemi che non dovrebbero esserci, non oggi almeno, e invita il lettore a non farsi trascinare da un pensiero di massa e di moda, ma a crearne uno proprio e coerente.

Ed io vi lascio con una domanda: chi tra voi lettori avrebbe lo stesso coraggio di Jonah, Viola e Henriette di amare liberamente senza pregiudizi?

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Alla prossima review!

Si ringrazia la Casa Editrice Leone Editore per la copia cartacea omaggio.

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