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La leggenda di Ninfa. Lucrezia Borgia incanto e disperazione di Monica Maratta & Dario Pozzi

Carissimi lettori, la mia domanda di oggi: possono Lucrezia Borgia, Mary Shelley e Lord Byron vissuti in periodi storici lontani vivere nella stessa storia, condividere emozioni e struggimenti e svelarsi al lettore in una veste nuova, celata al mondo diversa da quella cui si è abituati a conoscerli?
La mia risposta è… leggete la recensione del libro per scoprirlo. 🤭

Copia cartaceo fornita dalla CE ai fini promozionali

Scheda Tecnica del Libro 📑📑📑

  • Titolo: La leggenda di Ninfa. Lucrezia Borgia incanto e disperazione
  • Autori: Monica Maratta & Dario Pozzi
  • Editore: La Strada per Babilonia
  • Data di Pubblicazione: Dicembre 2018
  • Genere: Narrativa Storica
  • Prezzo: 10,00€
  • Disponibilità: La Strada per Babilonia / Librerie / Store online & Amazon

Trama del Libro 📚📚📚

Milano, ottobre 1816.
Angelico Vago, un nobile di origine spagnola, mostra a Lord Byron alcune preziose lettere che conserva e che Lucrezia Borgia scrisse al fratello Cesare durante la permanenza a Sermoneta.
Gliele aveva inviate per distrarlo dalla frenetica attività militare che l’uomo conduceva e per informarlo della scoperta di un piccolo involto di fogli scritti a mano da un autore anonimo che gli operai avevano trovato lavorando alla fortificazione del feudo.

Si trattava di un’antica leggenda medievale del luogo, e raccontava di un amore struggente, di magia, di intrighi di corte e violenze: la leggenda di Ninfa.
Nacque una fitta corrispondenza tra i due fratelli in cui Lucrezia esprimeva tutta la nostalgia e il rammarico di non poter più vivere le stesse passioni di Ninfa perché ormai si sentiva vecchia e consumata dagli eventi politici della sua famiglia.

Anche Lord Byron, rileggendo secoli dopo le lettere di Lucrezia, si ritrova avvolto, dalla malinconia e racconta ad Angelico le infauste conseguenze dell’insana passione che genera azioni mostruose, richiamando alla memoria i suoi rapporti con lady Shelley e la sua sorrellastra.

Recensione del Blog 🖋 📝 💻

La storia ci ha già fatto conoscere i personaggi protagonisti di questo libro. La principale è Lucrezia Borgia, figlia del papa Alessandro VI al secolo Rodrigo Borgia, che tutti conosciamo come donna bella, intelligente e raffinata, castellana rinascimentale di grandi capacità politiche e diplomatiche, simbolo per eccellenza della spietata politica machiavellica dei papi rinascimentali e dulcis in fundo viene ricordata come avvelenatrice.
Una donna che all’apparenza può avere tutto, perfino il papato come può struggersi alla lettura di una leggenda?
E allo stesso tempo Lord Byron, poeta e uomo politico inglese, che visse amori tumultuosi e scandali, che provò l’ebrezza di relazioni tenebrose e intriganti, come può sospirare al ricordo dell’amore che nacque nel suo cuore per la moglie di un amico – Mary Shelley – leggendo le lettere tra la giovane castellana e il fratello?

Tanto sono complessi i personaggi storici prima citati, tanto è semplice e pura Ninfa, protagonista della leggenda Medievale che li incanta.
Per quanto la sua condizione di donna e Duchessa le ponga dei limiti inimmaginabili, questo non le impedisce di innamorarsi di un amore puro e infinito e di ribellarsi al padre e sacrificarsi per il sentimento e per l’uomo che hanno dato significato alla sua esistenza.

E qui il paradosso.
Lucrezia e Lord Byron sono consapevoli dei propri ruoli, che li vincolano a un destino scritto, che per quanto si possano lasciare andare alle pulsioni, agli amori, alla poesia, alle arti, sono momenti effimeri e passeggeri, il loro nome li richiamerà presto al dovere e all’infelicità.

Tante sono le giustificazioni che si danno per dare senso alle proprie scelte.
Veramente Lucrezia è vincolata al suo essere figlia bastarda di un papà e a compiacerlo in modo da essere accettata dal mondo? Per quanto i complotti l’abbiano resa una pedina importante nelle alleanze, lei è sopraffatta dal potere che ne ottiene e non ha nessuna intenzione di ribellarsi e sacrificarsi per un amore puro, non perché non ne sia capace ma perché non è in grado di comprendere un sentimento del genere che non abbia secondi fini, un sentimento che scaldi il cuore e dia forza e coraggio, un sentimento che faccia stare bene. Lucrezia conosce solo passioni momentanee frivole, che cambiano destinatario come una banderuola al vento o in base all’alleanza politica di turno.

Un uomo e una donna che hanno perso o forse non hanno mai avuto l’ingenuità e l’impeto di Ninfa, nostalgici di un amore mai esplorato e di emozioni sfiorate, decantate e narrate, che nate in cuori che non le hanno sapute accogliere, proteggere e far crescere sono morte lasciando posto al rammarico.
Un uomo e una donna che si struggono insieme in epoche diverse per lo stesso errore di non saper lasciare le ricchezze materiali per qualcosa di infinitamente inspiegabile.

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Buona lettura e alla prossima recensione.
Luisa.

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