La casa nel bosco di Salvatore Fiorellino

Carissimi amici e lettori, come vi avevo promesso nel precedente articolo, oggi coloriamo il week end con una seconda review e precisamente parliamo de La casa nel bosco di Salvatore Fiorellino pubblicato da BookRoad Editore.
Mi sarà piaciuto?
Per scoprirlo non vi resta che continuare la lettura dell’articolo!

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Alessandro vive tra i boschi dove conduce una vita fatta di solitudine, e in cui l’unica presenza del passato è la sveglia del defunto nonno Sandrin.

La sua esistenza procede in modo abitudinario, finché una visita inaspettata porterà alla luce ricordi latenti che lo costringeranno a fare i conti con i fantasmi del passato, e a scoprire verità che fino a quel momento aveva dimenticato.

Che cosa induce un uomo a isolarsi dal mondo?
A non avere rapporti sociali se non quelli indispensabili alla sopravvivenza?
Che cosa porta una persona a rinnegare il mondo che lo circonda e la sua vita passata?

Alessandro vive una vita fuori dal comune.
Fa il boscaiolo e vive in una casa in un vecchio casale in mezzo al bosco, dove conduce una vita totalizzante con la natura.
Ha le sue manie, le sue abitudini, è silenzioso e scontroso, impersona alla perfezione la descrizione del tipo asociale.
Ma cosa nasconde veramente dentro il suo animo?

L’autore ci guida attraverso un lungo viaggio nella vita del suo protagonista.
Descrivendo nei minimi dettagli i suoi pensieri e i suoi gesti, facendoci raccontare da lui stesso le motivazioni delle sue scelte personali, che attraverso i suoi ricordi ci permettono di ricostruire il suo passato e dare senso al presente, ci avvicina a quest’uomo diverso dal solito, che ama la natura, che vive in semplice contemplazione dell’opera di Dio, e che desidera solo essere sereno e tranquillo.

Ma il suo animo non è tranquillo.
Dentro di lui bolle la ribellione o la sua vera natura?

Inizia così una misteriosa indagine, alla ricerca di due donne scomparse, che improvvisamente tornano dal passato nella sua vita, e che Alessandro accoglie concedendo loro una nuova possibilità di rappacificazione.

Con chi deve fare i conti e pace veramente?

La casa del bosco sembra molto uno studio psicologico sotto mentite spoglie. Invece di essere sdraiati nel lettino dello psicoterapeuta a parlare con lui, il nostro protagonista vive la sua vita e la racconta al lettore.

Non è alla ricerca di approvazione o consiglio, lui ha scelto la sua strada e la percorre indomito.
Anche nei momenti di sconforto e incertezza non viene a porci domande o chiedere chiarimenti, agisce invece secondo il suo modo d’essere, sbagliando o indovinando, ma trovando la sua verità, quella che aveva dimenticato e quella che aveva volutamente nascosto dentro di sé, per non soffrire e non avere ripensamenti sulle sue azioni.

Un lungo viaggio, tortuoso e incomprensibile a volte, altre fantasioso e quasi irreale, ma indispensabile per far riemergere dalle prigioni del cuore e dell’animo ogni torbido segreto che imbratta la purezza della vita.

Una storia che non vuole trovare un colpevole o punirlo, ma bensì far comprendere che spesso alcune azioni sono solo dettati da un amore che va oltre ogni immaginazione, incomprensibile ma puro come quello di Dio nei confronti dell’uomo.

Una storia attuale, che cerca di dare giustizia a tante altre storie simili, di cui nessuno è a conoscenza ma che esistono, lì accanto a noi, generando uomini e donne diversi e incompresi, spesso ai margini della società, che non hanno altra scelta che tacere per non rendere vani i sacrifici di chi li ha salvati, permettendoli di redimersi e avere una seconda possibilità.

La casa nel bosco è una storia vera e attuale, a cui nessuno osa dare voce e credibilità, ma preferisce pensare che sia solo possibilmente accaduta veramente.

Alla prossima review!

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