La babysitter di Phoebe Morgan

Carissimi amici e lettori, oggi è arrivato il momento di parlarvi del thriller La babysitter di Phoebe Morgan per Leone Editore.
Autrice già apprezzata dal blog, che ha recensito i precedenti titoli. Che cosa ci riserva in questa nuova e appassionante storia? Sarà stata all’altezza di Bugiardo & The girl news door: i segreti di Ashdon?
Non vi resta che scoprirlo nella recensione!

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

Ipswich, Inghilterra, 10 agosto.
Jenny e Rick Geras lasciano Eve, la loro bambina di un anno, alle cure dell’amica Caroline. Quando tornano a prenderla, li aspetta una scoperta terribile: Caroline è morta, riversa sopra la culla di Eve, e la bambina è scomparsa.
Saint Juillet, Francia, 13 agosto. Callum e Siobhan Dillon e la loro figlia adolescente Emma si stanno godendo le vacanze estive nella villa di Maria, la sorella di Siobhan, quando l’idillio viene bruscamente interrotto.
La polizia si presenta alla loro porta e arresta Callum, con l’accusa di aver ucciso la sua amante Caroline Harvey e di aver rapito la piccola Eve Geras. Per Siobhan è l’inizio di un incubo: dopo anni in cui ha cercato in ogni modo di tenere insieme la famiglia, nonostante i continui tradimenti del marito e la ribellione adolescenziale di Emma, adesso rischia di perdere tutto quello che ha.
Nel tentativo di proteggere la figlia, si sforza di rimanere a fianco del marito, mentre gli investigatori cercano le prove che Callum abbia davvero ucciso Caroline e portato via Eve. Ma qualcosa nella ricostruzione dei fatti non quadra e sembra indicare che la soluzione del caso è una verità molto più oscura di quanto tutti pensino.

Phoebe Morgan ci racconta la storia di una nuova famiglia.
Una famiglia inglese che decide di trascorrere le sue vacanze estive in una cittadina sperduta e tranquilla della Franca.
Una famiglia apparentemente normale.
Una famiglia che nasconde un segreto.
O forse più di uno?

Chi conosce già l’autrice, sa cosa aspettarsi in suo nuovo romanzo.
Conosce il suo modo di scrivere fluido ma descrittivo, mai approssimativo, con tratti forti e delicati allo stesso tempo, che tende a mettere in primo piano sempre la psicologia dei personaggi, le loro sfumature caratteriali affinché si possa creare con il lettore un profondo legame, lo faccia immedesimare in ciascuno di loro, e di conseguenza valutarne il comportamento e magari smascherarne le bugie.

Tema centrale del libro è il tradimento.
Principalmente il tradimento di Callum e la morte della sua amante.
Chi è stato?
La risposta più ovvia è Callum. Ma è veramente così?
Chi ci guadagnerebbe veramente se lui finisse in carcere con l’accusa di omicidio? La moglie… e quindi Shiobhan non potrebbe essere una sospettata?
Tutte domande lecite e risposte giuste e sbagliate allo stesso tempo.

L’autrice ci racconta le storie di ogni personaggio coinvolto, perfino Caroline, pur essendo la vittima, ha voce in capitolo.
Che senso ha questa scelta?
Personalmente credo che con questo stratagemma, l’autrice desidera fa comprendere all’autore che sempre nella vita ogni nostra azione determina delle conseguenze non solo nella nostra vita, ma anche nelle vite delle persone con cui siamo a contatto.

Callum e Caroline sono amanti, vivono intensamente la loro storia clandestina, ma la loro scelta sbagliata, influisce sulle vite di Siobhan ed Emma; come il comportamento di Siobhan determina il rapporto con la figlia.

Risulta spontaneo, se si conosce il modo di scrivere dell’autrice, che c’è molto di più da scoprire sui personaggi e sulle loro vite, che non sono come vuole farli apparire, che nessuno è vittima nemmeno Caroline che è stata uccisa.

Ogni personaggio ha le sue colpe. C’è chi ha tradito, chi ha nascosto la verità che avrebbe sconvolto la vita di altri, chi ha ingannato volontariamente le persone che ha dichiarato di amare.
E ogni azione avrà una conseguenza che piaccia o no.

Tanti i messaggi che vuole lasciarci l’autrice attraverso le disavventure dei suoi personaggi: l’amore non cambia le persone; l’amore non può giustificare le azioni né aiutare chi le subisce a perdonarle, ma solo a tollerarle per un scopo più profondo; non si può decidere chi amare o con chi avere un feeling più ematico; le bugie saranno sempre scoperte e l’ultimo, ma non meno importante non si può conoscere veramente una persona, perché ci sarà sempre un segreto nella sua anima di cui non conosceremo mai l’esistenza fino a quando non sarà troppo tardi.

Una lettura super consigliata, per imparare ad apprezzare un modo di scrivere davvero interessante.

Cosa ne pensate de La babysitter di Phoebe Morgan?

Alla prossima review!

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