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Joker

Joker ha vinto il premio Leone d’oro per il miglior film a Venezia, due Golden Globe – Joaquin Phoenix miglio attore in un film drammatico e migliore colonna sonora – ed è candidato a 11 nomination per gli Oscar, un film campione di incassi ma si merita tutto questo successo?

DC Comics intraprende la strada dei non eroi, presentando nuovi personaggi che in passato erano appunto relegati al ruolo di cattivi. Il più noto è appunto Joker, nemesi di Batman e pericolosissimo clown psicopatico. È un personaggio ambiguo, difficile da inquadrare: sadico, burlone, perfido, crudele, ambizioso, manipolatore, astuto, brillante, intelligente, sicuramente imprevedibile.
Sicuramente un nemico interessante da affrontare e da sconfiggere, a volte sembra avere il sopravvento su Batman, ma fino ad ora è sempre uscito sconfitto dai suoi incontri / scontri con il super eroe.
Tanti gli attori che l’hanno interpretato, i miei preferiti e per me indimenticabili Jack Nicholson e Jared Leto.

Ho apprezzato anche Joaquin Phoenix nel ruolo, però credo che non sia stato all’altezza delle due interpretazioni citate prima.
La sceneggiatura di Joker ha focalizzato l’attenzione sulle incapacità del personaggio, ovvero ha presentato Arthur Fleck (che poi divetta Joker) come un attore comico fallito, bullizzato da colleghi e datore di lavoro, ignorato dalla società, prigioniero dei propri limiti, che all’ennesimo rifiuto e mancata accettazione, nonché rispetto si perde nella sua malattia mentale e diventa cattivo, insensibile, si prende beffa del pubblico attorno a noi e uccide in maniera semplice e diretta, perdendo il fascino e imprevedibilità che sono caratteristiche basilari del personaggio stesso.

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Ovviamente poteva mancare il collegamento con i genitori di Bruce Wayne? No. E qui addirittura diventa quasi ridicolo, sia per la forzatura del collegamento che del seguito, che viene usato come sorta di spiegazione della caduta di Arthur al mondo delle tenebre.
Addio al gangster di Jack Nicholson, imprevedibile, beffardo, ironico, a tratti simpatico e divertente; addio al manipolatore e affascinante di Jared Leto, dobbiamo accontentarci di un Joker con profondi disturbi mentali, che agisce in nome di essi e non con studiata e bizzarra accortezza, senza tralasciare niente al caso.
Di sicuro non un nemico all’altezza dei Batman che abbiamo visto fin ora sul grande schermo.

E quindi per rispondere alla mia domanda: ha meritato tutti questi premi?

Sono un’appassionata degli eroi DC Comics, sono cresciuta con i fumetti, i cartoni e i telefilm di Superman, Batman & Wonder Woman, e da adulta ho seguito con piacere i film sul grande schermo anche dei personaggi che non conoscevo.
Con Joker si è voluto prendere un percorso diverso, più lontano dalla trasposizione del fumetto al grande schermo, potremmo dire più maturo e intellettuale, più adatto ad un pubblico adulto che ne riesca a comprendere le sfumature.
Ma quel pubblico adulto che ha amato i fumetti, non trova nessuna corrispondenza tra le due versioni, non riesce a ritrovare cosa l’ha divertito da adolescente e l’ha appassionato alla saga, semplicemente perché Joker è volutamente drammatico e impegnativo, a tratti noir, che non riesce a rendere però la complessità che ci si aspetta da una scelta stilistica del genere.
E ovviamente non riesce a catturare l’attenzione degli adolescenti odierni, che hanno una visione diversa del cine comics.
Che i premi siano una conseguenza delle tante polemiche nate riguardo la popolarità e produzione in aumento del genere? A voi l’ardua sentenza.
Io aspetto di vedere il secondo film di Joker e il nuovo Batman per cambiare idea.

Alla prossima!

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