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Grazie a Fazi Editore ho avuto la possibilità di scoprire un autore nuovo che non conoscevo appunto Herbert George Wells, il cui libro mi ha fatto riflettere e porre delle domande importanti. Quali? Beh, per saperlo avete due possibilità: leggere la mia recensione o il libro!

Prodotto fornito dalla CE ai fini promozionali

Scheda Tecnica del Libro 📑📑📑

  • Titolo: Il rimedio miracoloso
  • Autore: Herbert George Wells
  • Traduttrice: Chiara Vatteroni
  • Editore: Fazi Editore
  • Data di Pubblicazione: 14 Febbraio 2019
  • Genere: Narrativa
  • Pagine: 430
  • Prezzo:
    • e – Book 9,99€
    • Cartaceo 20,00€
  • Disponibilità: Fazi Editore / Amazon & iTunes

Trama del Libro 📚 📚 📚

Nato alla fine dell’Ottocento in una grande casa padronale di campagna dove la madre lavora come governante, George Ponderevo viene successivamente mandato a Wimbleburst in qualità di apprendista nella farmacia dello zio, un uomo ambizioso e determinato ad avere successo.
Da qui approda poi a Londra, dove la sua vita viene improvvisamente sconvolta dal genio imprenditoriale dello zio Edward che lancia sul mercato la specialità farmaceutica Tono-Bungay, una miscela spacciata come ricostituente – di fatto una cialtroneria – che ottiene un enorme successo e crea dal nulla un rampante e fragilissimo impero finanziario.
La storia dì questa impresa si intreccia alla vita privata di George, al rovinoso matrimonio con Marion, alla sua movimentata vita sentimentale e ai suoi esperimenti di volo con gli alianti, fino al momento in cui la stella imprenditoriale e finanziaria dello zio si spegne in modo fulmineo e catastrofico…
Un grande classico da riscoprire: considerato uno dei massimi esempi di romanzo sociale alla Dickens, “Il rimedio miracoloso”, di stampo autobiografico, è una sagace opera panoramica su una società in disfacimento.
Brillante, divertente, incredibilmente moderno, viene definito dallo stesso Wells come il suo libro più riuscito.

Recensione del Blog 🖋 📝 💻

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è ovviamente il titolo. Il rimedio miracoloso a cosa? Mi sono immediatamente chiesta… e poi leggendo la trama stessa ho immaginato che fosse collegato ad uno spaccato della società in cui è nato e vissuto il nostro protagonista.
Non mi sono sbagliata di molto. Ma con la lettura non mi sono limitata a vedere un piccolo squarcio della società vittoriana attraverso il lungo monologo del protagonista, mi sono ritrovata a leggere spunti di riflessione importanti, che esulano da periodo storico in cui sono citati ma che possono essere brutalmente attuali.

Il libro è un lungo racconto ad unica voce, appunto quella di George Ponderevo della sua vita, dall’infanzia alla maturità, attraverso le avventure scolastiche, familiari, amorose, lavorative e di ceto sociale. Come i grandi classici inglesi non mancano le descrizioni dettagliate e prolisse dei luoghi, delle abitudini delle persone, distinte per certo d’appartenenza, che tendono a volte a distrarre il lettore e a fermarsi, per ritornare indietro nella lettura per riprendere quel dettaglio volutamente lasciato alla mercé delle parole e da sembrare insignificante, ma che senza saperlo ha invece attirato la sua attenzione e instaurato il tarlo della domanda di riflessione, che chiede un confronto tra quanto appena letto e la vita reale.
Tranquilli è normale, è successo anche a me!

L’autore ha usato la pignoleria dei dettagli nel descrivere alcune scene come la distinzione dei vari ceti sociali o all’interno di ciascuno di essi il modo di vestirsi e atteggiarsi, o il modo di prendere in the o dell’incapacità di instaurare un discorso diverso dal repertorio standard usato in base alla stagione o alle caratteristiche atmosferiche per enfatizzare l’ignoranza e l’incapacità delle persone di voler migliorarsi, di cambiare, di istruirsi e l’accettazione della propria condizione, senza possibilità di riuscire a pensare a qualcosa di diverso se non quello inculcato sin dalla nascita da una famiglia altrettanto ignorante e ottusa.
Per non parlare della falsa “promiscuità” tra i vari ceti sociali, ovvero nobili e domestici potevano frequentarsi ed essere quasi amici a patto che non fossero superati alcuni limiti… quali siano questi limiti lo stabiliva il più alto in grado al momento che più opportuno alle proprie esigenze.

Il rimedio miracoloso denuncia una società ambigua, due lati della stessa medaglia che si fondono e formano la sua unità. Come in ogni epoca, questo dualismo non è caratteristica dell’epoca vittoriana, ma in molte descrizioni ho potuto fare paragoni con la società del 2019 decadente e finta, ottusa e moralista, tecnologica e più ignorante dei compaesani di George Ponderevo. Loro erano giustificati in quanto figli di un’era oscura e genitori delle prime scoperte, delle innovazioni e del boom finanziario che non tutti comprendevano ma che vivevano con distacco o avventurandosi ingenuamente in esso, volendo costantemente salire il gradino che da semplice cittadinotto l’avrebbe reso ricco borghese e quest’ultimo magari baronetto, per far parte di quella classe sociale da cui aveva sempre preso ordini.
E gli e le donne di oggi che giustificazione? Hanno tutto la conoscenza a portata di mano, ma la usano male o non apprendono niente, diventando involucri inermi che non sanno nemmeno esprimere un pensiero proprio seguendo la massa guidata dal caprone poco più intelligente degli altri di turno.
Il nostro protagonista non si riconosce nella classe sociale in cui è nato – è figlio di una domestica – in quanto la sua mente si apre alla conoscenza del mondo grazie alla lettura dei libri e alla scuola e alla sua spiccata intelligenza, ma allo stesso tempo non comprende e non desidera plasmarsi al ceto superiore in quanto non ne comprende i meccanismi, la staticità, la mancanza di volersi migliorare e il modo di pensare e la sua doppia faccia; George cerca di cavalcare l’onda del momento, avventurandosi con lo zio in un’attività finanziaria tanto innovativa quanto effimera comprendendo che per fare affari a volte si deve vendere al cliente quello che desidera e non ciò di cui necessita, come ad esempio qui un rimedio miracoloso per ogni acciacco, all’urlo di Tono – Bungay.
Alla fine però George è vittima del sistema. Ha provato a ribellarsi, a distinguersi, a dare vita a un nuovo modo di pensare e vivere… ma fallisce in quanto non viene compreso in primis da chi gli sta vicino, da chi potrebbe aiutarlo a fare sempre di più… persone che si dimostrano fin troppo legate alle tradizioni anche se emancipate.
Una contraddizione? No, solo una triste realtà che per quanto lontano possa sembrarci, invece è attaccata alla nostra spalla, ci alita sul collo mentre affrontiamo la strada in questa vita e in questa società decadente così simile alla fine dell’età vittoriana.

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