Il grattacielo di Monica Catalano

Il grattacielo di Monica Catalano: un romanzo distopico ambientato nel 2052 in una Torino devastata dai cambiamenti climatici e dell’inquinamento.

Torino, 2052. Il pianeta è sempre più devastato dai cambiamenti climatici e le giornate si susseguono tutte uguali. Anna vive con il suo cane e ogni giorno si reca al lavoro in un istituto finanziario con sede in un grattacielo. La sua vita scorre monotona, fino a quando un giorno non scopre una richiesta di aiuto tra le righe di un’operazione bancaria. Da quel momento in poi, nulla sarà più come prima.

Il grattacielo è un romanzo distopico, enigmatico e a tratti ambientalista, che conduce il lettore alla scoperta di una Torino e di un pianeta al collasso, senza più risorse energetiche. 

Cosa rappresenta il simbolo del grattacielo? «Il grattacielo è la sede di lavoro della protagonista, ma rappresenta soprattutto il simbolo dei poteri forti. Il sistema economico mondiale e le forze militari operano attraverso l’imposizione di un rigido sistema di regole con lo scopo difendere il risparmio delle risorse energetiche, ma in questo modo riescono a manipolare i diritti umani» spiega l’autrice, Monica Catalano.

L’autrice è nata e cresciuta nel capoluogo piemontese e dopo una breve parentesi milanese, è tornata a Torino dove vive e lavora, e dove ha deciso di ambientare il suo romanzo.

«Ho voluto raccontare Torino in un futuro non troppo lontano, in cui molti luoghi conosciuti sono ancora presenti, ma completamente trasformati. Il Museo del Cinema è uno tra questi. Altri luoghi citati nel romanzo esistono davvero così come vengono descritti e possono essere cercati dai lettori, come la decorazione in pietra bianca che rappresenta una mano in un portone in Corso Matteotti.»

Quale messaggio si cela tra le righe del romanzo? «Il fatto che abbiamo solo questo pianeta e che è nostro dovere preservarlo. Inoltre, vorrei che al lettore passasse il messaggio che la vita, se si ha coraggio e audacia, può sempre riservarci delle avventure e nuove esperienze e che nulla resta uguale nel tempo, tutto si evolve e si trasforma.»

Anno 2052.

Il nostro pianeta è devastato dai cambiamenti climatici, spessi strati di nubi hanno offuscato per sempre i raggi del sole e le risorse energetiche sono agli sgoccioli. Solamente la fascia equatoriale si è salvata dal cataclisma ed è lì che si è spostata la produzione industriale e il mondo finanziario.
Anna, la protagonista, vive a Torino con il suo vecchio cane, la città è contaminata dall’inquinamento che avanza inarrestabile. ù
La vita di Anna ruota tutta intorno al suo lavoro in un istituto finanziario e ai pochi svaghi che si concede di tanto in tanto, ogni giorno è uguale ad un altro.
Ma una mattina accade qualcosa di inaspettato. Tra le righe di un’operazione bancaria legge la parola.
Dovrà ricostruire il percorso di quel messaggio per arrivare all’origine di qualcosa che non avrebbe mai potuto immaginare e che cambierà per sempre il corso della sua vita. 

Il cuore della finanza mondiale batteva in un involucro di vetro e acciaio.
Gli ospiti erano sorvegliati in ogni momento della loro vita dalla presenza silenziosa di telecamere che registravano ogni loro respiro, parola e spostamento.
In caso di problemi, loro intervenivano.

Monica Catalano nasce nel 1967. Trascorre la sua adolescenza nella prima cintura di Torino. A trent’anni, dopo una parentesi milanese di cinque anni, diventa uno “Spirito del Quadrilatero”, il quartiere torinese dove tutt’ora risiede. Le sue passioni sono la danza classica e i viaggi. Il disegno e la scrittura sono il linguaggio che usa per parlare di sé al mondo. Nel 2020 in piena pandemia partecipa al concorso letterario Incipit Offresi e si aggiudica uno dei premi con la casa editrice Golem. Il grattacielo è il suo primo romanzo.

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Buona lettura!

Materiale fornito dalla CE ai fini promozionali.

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