Il colpevole è il koala di Patrizia Baglioni

Carissimi amici e lettori, oggi vi parlo di una recente lettura del blog, Il colpevole è il koala di Patrizia Baglioni un giallo italiano e romanzo d’esordio dell’autrice per La Ruota Edizioni. E voi l’avete letto? Fate sapere a me e all’autrice cosa ne pensate. Buona lettura!

La quieta provincia marchigiana viene turbata da un truce omicidio all’interno di un parco faunistico: unico testimone è un piccolo koala.
A indagare sul caso è Romeo Falco, trentotto anni, Ispettore Capo nella Sezione Anticrimine di Fermo, single per confessione, cacciatore per hobby e mestiere. Maldestro e pieno di problemi con le donne, Falco è un uomo d’altri tempi, tutto d’un pezzo, incorruttibile e pronto al sacrificio per il bene comune, ma è anche un fido indagatore della realtà.
O almeno questo è quello che pensa di se stesso.
Per risolvere il complicato caso, lotterà contro la contingenza dei fatti e il pregiudizio della provincia ma grazie alle sue “tecniche originali” arriverà alla verità. Naturalmente il colpevole è il koala!

Che cosa può sconvolgere una tranquilla cittadina?
Che cosa può accadere di così terribile se non il furto di qualche mela dall’albero in una cittadina in cui tutti si conoscono, tutti vivono facendosi i fatti degli altri, e il proprietario del bar in piazza riesce a servirti quello che vuoi anticipando ogni tuo desiderio?

Beh, di sicuro nessuno si aspetta che possa verificarsi un omicidio. Eppure accade.
Potrebbe essere facile scoprire il colpevole, eppure nessuno sa e la vittima sembra non avere nemici.
E quindi la colpa è del Koala.

Romeo Falco, poliziotto integerrimo e di altri tempi, uomo in perfetta contrapposizione con i suoi coetanei, è chiamato ad occuparsi del caso, a trovare un colpevole dove sembra non essercene uno.
Però lui è determinato e sa che nessuno può essere lindo e immacolato come vuol farci la vittima o chi l’ha conosciuto, perché tutti hanno un segreto da nascondere, anche lui.

Non è facile far breccia nella comunità e conquistarne la fiducia, perché lui non interagisce con essa da cittadino ma da militare, da persona che si erge sopra le parti per far valere la giustizia, in cui compito non è custodire un segreto bensì punire un colpevole.

E se aggiungiamo i suoi problemi caratteriale e di iterazione sociale, per Romeo Falco sarà doppiamente difficile svolgere le indagini.

L’autrice riesce a dare una coerente descrizione della comunità che fa da sfondo agli aventi narrati, contrapponendo la modernità al suo insito bigottismo.
E insiste, a volte ripetendo, nell’approfondire la descrizione caratteriale e le paranoie mentali di Romeo Falco, per far comprendere quanto sia un attento osservatore della realtà, per mettere in evidenza il suo talento investigativo e le sua capacità di trovare la verità in modi inconsueti ma efficaci.

Questa tecnica di narrazione e la mancanza di approfondimento dove invece sarebbe necessario, come negli interrogatori con i sospettati o il confronto con i colleghi riguardo all’indagine, svela la presenza dell’autrice e il suo voler far emergere il suo protagonista, togliendo al lettore la possibilità di creare empatia con Romeo, imparare a conoscerlo e apprezzarne le sfumature, lasciandolo così fuori dalla storia.

E quindi Romeo diventa un personaggio fuori dalle righe, ma a volte potrebbe assumere anche connotati non troppo piacevoli ma soprattutto in contrapposizione al messaggio invece che ha intenzione di trasmettere l’autrice stessa.

Scrivere un giallo non è sempre semplice, però l’autrice dimostra di conoscere il genere e anche le procedure legali in vigore nei luoghi di ambientazione scelta; la scrittura è un po’ acerba e spigolosa ma ha buone basi e le idee, i personaggi e le storie non mancano e quindi non le resta che continuare a fare pratica e farci conoscere le prossime avventure dell’Ispettore Capo Romeo Falco.

Un buon inizio per un seguito scoppiettante. Brava Patrizia!

Ovviamente il colpevole non è il Koala. È il solo spoiler che posso farvi.

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Alla prossima review!

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