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I luoghi: Un sogno, un amore e un equivoco di Federica Cabras

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Carissimi lettori bentornati sul blog. Iniziamo immediatamente la giornata con un Blog Tour, ospitando la tappa dedicata ai luoghi che fanno da ambientazione al libro di Federica Cabras Un sogno, un amore e un equivoco edito dalla Literary Romance.

Chi può parlare dei luoghi che hanno ispirato un romanzo meglio dell’autrice? E allora leggete le parole che lei stessa ha scritto per raccontarli.

I luoghi con focus sul bar bianco

Castello è una grande città, è un polo universitario e un ritrovo di tutti i giovani di zona. Per Virginia, rappresenta la libertà… La libertà di poter fare ciò che si vuole, certo, senza che i genitori siano lì a vedere le tue gioie e i tuoi patimenti – da questo punto di vista è abbastanza matura – ma anche la libertà di poter scegliere il lavoro dei propri sogni. Non è Tokio ma nemmeno Acquachiara, suo paesino di nascita che conta diecimila anime. 

Lei ama, a modo suo, anche Acquachiara, ciononostante non potrebbe mai tornare a vivere lì. Quando i suoi la mettono di fronte a una decisione – stare a Castello ma con un lavoro, o tornare a casa da loro – a lei viene il panico: chi vorrebbe tornare, a trent’anni, nella casa d’infanzia? 

Le sembra impossibile. Ecco, il suo cuore è diviso: ama Acquachiara perché rappresenta il passato, e il passato non ci lascia mai indifferenti, e ama Castello perché rappresenta il futuro, quello che lei crede roseo. 

Una curiosità: entrambi sono luoghi inventati. Per descriverli, mi sono basata sulla fantasia e sulla mia vita reale prendendo però da quest’ultima molto poco. Ho cercato semplicemente, chiudendo gli occhi, di focalizzarli nella mia mente. Diciamo che è stato un processo graduale, questa creazione dei luoghi, proprio in virtù del fatto che abbiano un legame con quella che è la vita reale abbastanza sottile: nella prima stesura, erano quasi solo accennati. Hanno acquistato forma nel corso della seconda stesura e dell’editing. Per quanto riguarda il bar bianco, be’, ha bisogno di un discorso separato. Il bar bianco per Virginia rappresenta la bacchetta magica che aggiusta tutto. grazie a quel lavoro, lei potrà stare a Castello. Ma sarebbe riduttivo parlare del bar bianco come di una mera opportunità: il destino la fa entrare in questo posto fatato e sembra suggerirle all’orecchio che sì, quello è il posto giusto da cui ripartire. Sente un’improvvisa forza, quando entra in quel posto che sembra quasi magico nella sua atmosfera da favola, e deve, deve!, riuscire ad ottenere un posto come barista. È la cosa giusta e lei la sente come necessaria prima nel suo cuore che nella sua mente. Sarà così perfetta la sua esperienza che anche dopo, quando potrebbe, non gli dirà addio. 

Vi è piaciuto l’articolo? Vi ricordo che altri blog amici partecipano al Tour Party che si concluderà venerdì’ 8 con le recensioni, di cui una mia. Vi lascio il banner con le date, tappe e blog partecipanti.

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