Forse non morirò di giovedì di Remo Bassini

Dal 18 Febbraio 2021 in librerai Forse non morirò di giovedì il nuovo romanzo del giornalista Remo Bassini.
TORINO, FEBBRAIO 2021 – Forse non morirò di giovedì è il racconto di un’intervista che Antonio Sovesci, direttore di un giornale di provincia, concede ad una sua ex redattrice. In mezzo s’intersecano altre storie, con protagonisti numerosi personaggi che entrano ed escono dalla narrazione.

E le vicende raccontate, comprese quelle d’amore e di sesso, riguardano la vita che si svolge all’interno di una redazione.
Remo Bassini è un giornalista e questo suo nuovo romanzo è una vera, genuina e passionale dichiarazione d’amore per la sua professione.
L’appuntamento in libreria è fissato per il 18 febbraio 2021.

Ma com’è nata l’idea della storia? “L’idea mi è venuta quando mi sono licenziato e ho lasciato il giornale che dirigevo. Ho pensato che c’è una storia che nessuno racconta mai: quella del giornale e di chi lo fa. Nel bene e nel male” svela l’autore, Remo Bassini. “Se un giornale potesse raccontare la sua storia, per esempio, ci direbbe di articoli che sono stati scritti e che non sono mai usciti, o di articoli scritti piangendo, o di articoli coraggiosi, oppure, di articoli scritti in modo sciatto, vergognoso. Nel bene o nel male io penso che un giornale dovrebbe raccontarsi, ma con sincerità. E così ho pensato di scrivere un romanzo sul giornalismo raccontando, anche, le cose non dette”.
Cosa deve aspettarsi il lettore? “Personaggi maldestri, ma veri. Io credo che quando si scrive… si scrive a basta. Si scrive con la mano, non con la testa. Ho sempre detto che un libro è un incontro tra chi lo ha scritto e chi lo sta leggendo. Per quanto mi riguarda, io mi considero il primo lettore: mentre scrivo, non so dove andrò a parare”.

Sta camminando in fretta. La testa gli fa sempre più male e non ha più sigarette, ne troverà al giornale, le bustine che prende per l’emicrania, invece, sono a casa, riuscirà a metterci mano solamente dopo la chiusura, poi uscirà di nuovo, andrà in trattoria, cenerà da solo, come sempre.
A Caterina e al bronzo di Riace non ha chiesto dove sarebbero andati a mangiare, mica può pretendere che lo aspettino; gli han detto che domattina dovranno svegliarsi prestissimo per rientrare prima possibile alla base.
Nella testa comunque continua a ronzargli il sospetto che Caterina possa essere andata a cena con Di Maso.

Materiale fornito dalla Ce ai fini promozionali

Titolo: Forse non morirò di giovedì
Autore: Remo Bassinni
Editore: Golem Edizioni
Collana: Mondo
Data di Pubblicazione: 18 Febbraio 2021
Genere: Fiction
Pagine: 192
Prezzo: 15,00

Riunione di redazione: davanti al direttore Sovesci, i suoi nove giornalisti. Siamo in un giornale di provincia.
Arriva una notizia strana. Due uomini, forse due gay, di notte, in un parco, sono stati picchiati da quattro teppisti.
Il direttore Sovesci dà indicazioni su come approfondire la notizia, poi lascia la redazione perché ha un appuntamento.
Una sua ex giornalista, Caterina, che lavora in televisione, vuole intervistarlo.
È un uomo solo. La moglie lo ha lasciato, è convinto che il giornale sia la sua seconda casa. L’azione si svolge in dieci giorni.
Il romanzo è inframmezzato da spezzoni dell’intervista rilasciata a Caterina, in cui Sovesci parla del giornalismo di bottega, quando l’unico mostro tecnologico conosciuto e utilizzato in redazione era il fax, e del giornalismo libero.

Remo Bassini, nato a Cortona, vive a Vercelli. Ha un passato da operaio, portiere di notte, studente lavoratore, giornalista. Ha diretto per dieci anni il bisettimanale storico di Vercelli, La Sesia, e ha collaborato con diverse testate (L’indipendente, Il Corriere nazionale, Il Fatto).
Attualmente dirige il giornale on line Infovercelli24 e ha un blog su il Fatto Quotidiano. Ha pubblicato “Dicono di Clelia” (Mursia), “Lo scommettitore” (Fernandel), “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton; ristampato da Il Vento Antico), “Bastardo posto” (Perdisa Pop), “Vicolo del precipizio” (Perdisa Pop), “Buio assoluto” (Historica), “Vegan. Le città di Dio” (Tlon), “La notte del santo” (Fanucci), “Il bar delle voci rubate” (I buoni cugini), “La donna di picche” (Fanucci).

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Alla prossima review!

Si ringrazia la Casa Editrice Leone Editore per l’invio della copia cartacea omaggio de Il Conde di Joseph Conrad.

Buona lettura!

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