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Tim Burton, Denny De Vito e Micheal Keaton tornano in scena insieme per Disney nel film d’animazione Dumbo, accompagnati da Eva Green e Colin Farren, per dare vita ad una nuova interpretazione della favola dell’elefantino volante.

Chi non ricorda ancora il primo film d’animazione di Dumbo – l’elefantino volante? Credo che l’abbiamo visto tutti e più volte e ci siamo commossi per questo cucciolo tenero e indifeso e anche preso in giro per le suo coccolose e grandi orecchie, che potevano diventare delle ali, separato dalla madre e alla sua ricerca per tutto il film.
Per me è stato magico, come tutti i cartoni firmati Walt Disney, nella mia infanzia. E quando è iniziata la nuova produzioni dei vecchi cartoni in film, dopo la Bella e la Bestia aspettavo con curiosità Dumbo.
Avendo poi adorato Batman di Tim Burton ( e altri suoi film) la curiosità è andata aumentata nel rivedere questo team regista e attori ricomporsi e dare vita ad un nuovo spettacolo.

Tante sono le critiche mosse a questo film e tante secondo me le interpretazioni sbagliate.
Non esiste lo stile visionario di Tim Burton… manca la magia Disney… Dumbo è troppo ancorato alla realtà e non fa sognare… solo per citarne alcune.
Il problema di fondo è che tutti si aspettano chissà che cosa ogni volta che esce una nuova versione di qualcosa di visto che dovrebbe cancellare quella del passato e fare emergere solamente la nuova.
Io invece penso che dovremmo soffermarci a riflettere.
Se ci pensiamo, 78 anni fa, Dumbo – L’elefante volante fu prodotto in stile semplice ed economico solo per far fronte alle perdite finanziare avute con Fantasia… ed invece è diventato un classico. Chi ci avrebbe mai scommesso? E fece sognare tanti bambini e tanti adulti.

Perché invece Dumbo, oggi, è accusato di non essere magico e di non fare sognare?
Ma stiamo scherzando? Le nuove tecniche cinematografiche hanno mostrato sul grande schermo un cucciolo d’elefante vero, con due grandi occhioni luminosi, una piccola proboscide da cui farsi fare il solletico e un paio d’orecchie morbide da accarezzare. Un cucciolo che guarda il mondo con innocenza senza comprendere il male, che vuole giocare con altri bambini e che vuole solo la sua mamma. Cosa lo differenzia da un bambino umano? Niente.

La magia Disney è in ogni scena. Due bambini che ritrovano il padre tornato dalla guerra dopo la perdita della mamma, che trovano un nuovo compagno di gioco che condivide in qualche modo la loro perdita come se potesse capirli, tre amici che affrontano un cammino alla scoperta di una nuova e vecchia famiglia che li ama anche se sono diversi.
E per concludere la vittoria dei buoni sui cattivi.
Elementi che incantano il pubblico e fanno sperare ai più piccoli di essere sempre protetti e felici. Se non è magia questa io non so come definirla.

Ed infine il nocciolo della questione: l’assenza di Tim Burton.
Ma se il suo estro era ovunque!!! Sicuramente non evidente come in Alice in Wonderland o The Nightmare before Christmas o Batman, ma la sua visione e gli elementi per identificarlo erano tutti nel film.
Il circo in primis e i suoi membri. Personaggi che sembrano fenomeni da prendere in giro e da evitare riuniti in una grande famiglia come il Pinguino in Batman.
Denny De Vito mi ricorda molto il sindaco del paese di Halloween, cosi come il suo circo è simile alla città e alle sue costruzioni.
E la sfavillante e imponente falsa città di Dreamland non vi ricorda Gotham?

E l’ultima cosa… il suo essere così reale e vero, lo libera dall’essere una semplice favola per bambini, di quelle che si raccontano per farli stare buoni o per metterli a letto la sera, ma è fonte d’insegnamento per i bambini che lo guardano affascinati, facendoli credere che l’impossibile sia possibile, e facendoli sperare. Chi ci riesce meglio di un elefantino volante?

Se non l’avete ancora capito, Dumbo mi è piaciuto tantissimo e per tutta la sua durata mi ha fatta tornare bambina, facendomi credere in quella magia che risolve tutto, dove i buoni e l’amore vincono sempre.

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