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Dietro lo sportello (un diavolo per capello) di Candy Cos alias Silvia Cossio

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Con lo pseudonimo di Candy Cos la simpaticissima e appassionata lettrice di romanzi rosa, Silvia Cossio scrive i suoi libri e le sue storie, quelle che le piacerebbe leggere. E in questo libro raccoglie le sue avventure e quelle dei colleghi sul “posto di lavoro”, un modo divertente e simpatico per affrontare le lunghe e non sempre facili ore lavorative.

Copia digitale fornita dall’Autrice ai fini promozionali

Scheda Tecnica del Libro 📑 📑 📑

  • Titolo: Dietro lo sportello (un diavolo per capello)
  • Autrice: Candy Cos o Silvia Cossio
  • Editore: Pav Edizioni Umoristica
  • Prezzo:
    • Cartaceo 12,00€
  • Disponibilità: Amazon

Trama del Libro 📚 📚 📚

Il 7 novembre 2011 inizia la mia avventura al CUP. Ancora oggi non mi capacito della fortuna avuta. Avevo messo un’inserzione su un sito per la ricerca del lavoro ed ero stata contattata dell’agenzia che all’epoca si occupava delle assunzioni.
Contratto di tre mesi, non molto, con poche prospettive dal momento che non era chiaro a chi dovesse andare l’appalto… A ogni modo, rinnovo dietro rinnovo, ricorso dopo ricorso, FINALMENTE arriva il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato.
Il lavoro è di quelli seri, avendo spesso a che fare con la malattia e la sofferenza, ma il mio carattere allegro, poco incline all’accettazione, ha saputo cogliere il lato divertente di ogni situazione.
Alcune parti sembreranno barzellette, ma sono vere! Chiaramente nel libro non faccio nomi e non menziono l’ospedale.
Ogni riferimento è puramente casuale, tuttavia se qualcuno si “ritrovasse” in qualche descrizione, si faccia un esame di coscienza…

Recensione del Blog 🖋 📝 💻

Riuscire a svolgere un lavoro che ti permette di stare a contatto con la gente, per esperienza personale è un’arma a doppio taglio. Da una parte ti insegna a conoscere le persone, a studiarle nei loro atteggiamenti, e magari per una scrittrice prendere spunto dai loro modi per rappresentarli in qualche storia, ma dall’altra può diventare stressante e far saltare i nervi facilmente, anche alla persona più paziente del mondo.

La prima cosa che posso dirvi è che il libro di Silvia è una lettura gradevolissima e simpaticissima, per rilassarsi a fine giornata o semplicemente per farsi due risate prendendo un caffè insieme alle amiche.
La seconda è non fatevi ingannare. Per quanto possa sembrare strane le gag che leggerete non sono barzellette create ad hoc per farvi ridere ma sono vere! Anzi credo che Silvia, alcune le abbia… come dire… abbellite, così che se qualche attore involontario si riconosce nella lettura, magari non si sentirà in imbarazzo nell’aver fatto proprio una non bella figura.

Capita spesso, troppo spesso, che:
Io: Mi dà la tessera?
Paziente: “Sanitaria?”
Vediamo gli indizi: siamo in un supermercato, dobbiamo prenotare… mah! Che si tratti della tessera punti del supermercato?

Un esempio banalissimo, che immagino Silvia abbia vissuto centinaia di volte in un turno di lavoro. Ma poi pensateci… se al CUP fanno così i pazienti, al supermercato usciranno fuori sicuramente la tessera sanitaria al posto di quella della raccolta punti. Perché cambiando le ambientazioni, il “protagonista” non cambia e quindi adeguerà il repertorio in base al servizio che andrà a chiedere: la prenotazione al CUP, la spesa al supermercato, la fila in farmacia ecc.
Battuta dopo battuta, ho riso fino alle lacrime, immaginandomi al posto di Silvia che doveva avere anche la prontezza di spirito a rispondere sempre garbatamente e a tono e non risultare offensiva nei confronti del paziente. Chissà quante volte si sarà morsa la lingua per non rispondere male o per mandarli a quel paese.

Ora però vorrei polemizzare un pò. Scusa Silvia perché non vieni a lavorare nel CUP della mia città? A trovarlo un tuo collega simpatico, quelli stronzi fino al midollo li hanno lasciati a me! Quasi quasi lo scrivo io il libro sulle stupidaggini che dicono qui… e poi facciamo il confronto per vedere chi è più pazzo? 😂🤭

E non sono solo gli stranieri a non capire…

Infatti! È più difficile farsi capire parlando in italiano dai propri connazionali che dagli stranieri, che tra un tentativo ed un altro un punto di incontro si trova: si passa dal dialetto, all’italiano, all’italiano misto dialetto alle parolacce… quelle classiche e ben inserite al momento giusto, rendono il significato esatto di un monologo 😂

Una lettura divertente, allegra, ironica senza esagerazioni che potrebbero poi renderla invece irreale e forzata. Si ride e tanto, ma non ridiamo dell’ignoranza ma dell’incapacità di comprensione e d’ascolto, tipica dell’essere umano. E pensate che non ci sia più niente da appuntare per un prossimo libro? Sbagliato! Per quanto si pensi di aver visto tutto presto o tardi arriveranno nuove “barzellette” da raccontare. Le stiamo aspettando.
Complimenti all’autrice per aver saputo affrontare con ironia tante situazioni imbarazzanti, create da un piccolo problema di comunicazione tra gli esseri umani.
Dopo averlo letto, sicuramente affronterete in maniera diversa una prenotazione al CUP. Buona lettura!

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Buona lettura a tutti! Alla prossima recensione!

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1 Comment

  1. Maria 12 Aprile 2019

    Bella!

    Rispondi

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