Dark di Baran bo Odar

Carissimi amici e lettori, una nuova recensione per voi, questa volta parliamo di serie tv e ho scelto di parlarvi di Dark di Baran bo Odar, che potete trovare in streaming su Netflix. Voi l’avete vista? Cosa ne pensate? Buona lettura.

Ieri, oggi o domani non sono momenti che si susseguono come noi crediamo, possono verificarsi nello stesso momento o alternarsi in maniera diversa seguendo un circolo vizioso che li fa ripetere, ripetere, ripetere ancora e ancora, senza possibilità di interruzione e senza logica. Chi avrà il coraggio di correggere l’errore o di vederlo?

In un momento storico in cui film e serie TV sono concentrate a dare infinite versioni dei viaggi nel tempo, arriva anche la serie Dark che insiste sul tema, approfondendolo in maniera particolare e da un diverso punto di vista.

Il principe è la fine.
E la fine è il principio.

In Dark non siamo alla ricerca di trovare un modo per tornare nel passato per cambiare il presente e il futuro.

In Dark niente ha senso, dal primo evento che accade fino all’ultimo, tutto è sconvolto, come se fosse un ripetersi degli stessi episodi e tra le stesse persone, colpendo ora uno ora l’altro personaggio in maniera profonda e precisa, senza sbagliare per ottenere l’effetto desiderato.

Com’è possibile tutto ciò?

Il viaggio nel tempo è stato fatto e continuerà a ripetersi in un circolo vizioso senza fine. In una cupa atmosfera quasi gotica, si cercherà di sfuggire al destino che continua a compiersi, ad arrivare a una data prestabilita e a riavviarsi, per poi riavvolgersi e ricominciare.

Quasi sembreranno inutili gli sforzi di chi ne ha visto e compreso i meccanismi del funzionamento: tutto confluisce sempre al medesimo istante finale e iniziale.

Per le prime due stagioni, la serie si svolge introducendo tutti i personaggi e le loro storie, svelando passo passo i legami nascosti e iniziando il telespettatore ai singolari viaggi nel tempo. Ci permette di conoscere anche i due antagonisti Adam ed Eva, che si amano e si odiano, che consapevoli del futuro vogliono in maniera opposta decidere per il passato.

Come fermare questo circolo vizioso? Impedendo che il primo viaggio nel tempo, che ne ha modificato la linearità, creando l’alternativa, non si verifichi.

Questo è compito della terza stagione della serie, in cui però si introduce in maniera confusionaria un’altro possibile filone temporale, nato da una conclusione alternativa. Per poi tornare alla narrazione iniziale che si allunga in maniera eccessiva, affrettando gli episodi finali.

Chi sopravviverà dei personaggi? Solo chi è reale e chi sin da principio era destinato ad esistere nel tempo e nello spazio.

Una serie TV drammatica, intensa, con una forte caratterizzazione psicologia dei personaggi, le cui sfumature non sono mai lasciate al caso, ma sono invece portate all’estremo, senza mai apparire troppo. Uno storytelling che sfida il telespettatore a riflettere, a non perdersi nessun dettaglio, a provare a srotolare la matassa ingarbugliata dell’intreccio.

Una serie TV che tiene incollato allo schermo ad ogni episodio, anche se a volte è ripetitiva e manca di approfondimenti ben sviluppati.

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Buona visione!

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