Dante e la tartaruga di Vincezo Spinelli

Chi è più veloce? Achille simbolo della velocità o la tartaruga simbolo della lentezza? Si incontreranno? Chi supererà chi? Tutto è possibile nella vita, anche avere idee folli e beneficiarne… un titolo sicuramente diverso dal solito, di cui oggi vi propongo la mia recensione.

Copia digitale fornita dall’Autore ai fini promozionali

Titolo: Dante e la tartaruga
Autore:
Vincenzo Spinelli
Editore: Il Seme Bianco
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 128
Prezzo: 12,90 €

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Dante e la Tartaruga è la storia contemporanea (e folle) di due innamorati che vivono nella periferia bolognese. Stanchi di condurre un’esistenza ai margini della società ed esausti di vacillare perennemente sulla soglia della povertà, decidono di commettere un omicidio per appropriarsi del patrimonio della ricca e odiosa signora Scalpini, così da poter poi rilevare la libreria Shakespeare and Company di Parigi.
Il protagonista, Dante Chitano, da anni sogna di fare lo scrittore ed Elena Bugetti vorrebbe soltanto vivere serenamente insieme a lui.
Riusciranno, al termine di questa avventura surreale e rocambolesca, a
coronare i loro sogni?

Due giovani in cerca di riscatto? No.
Due innamorati che lottano contro il volere avverso delle reciproche famiglie per amarsi liberamente? No.
Un uomo e una donna alla continua ricerca del bene comune? No.
E allora di cosa parla questo libro?
Dante e la tartaruga di Vincenzo Spinelli rappresenta uno spaccato della realtà odierna, crudo e quasi asettico, che immortala l’egoismo e l’egocentrismo dei giovani di oggi, della loro incapacità di rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani e di impegnarsi per lottare per i propri sogni, del loro essere “vittime” di chi è – cito il libro – ricco e decide o manipola la sorte dei poveri; un libro di denuncia la società odierna puntando l’attenzione sulla determinata follia delle persone, che convinte fermamente di essere state private volontariamente di qualcosa – in questo caso di soldi – si ergono a giudici e giustizieri dei colpevoli stessi per riappropriarsi di quello che è stato tolto loro.
Insomma la solita giustificazione del non è colpa mia ma degli altri per spiegare azioni orribili e spregevoli, come il complotto o l’omicidio.
Celata da citazioni di autorevoli personaggi storici e letterati, esempi a cui mira di arrivare Dante, scrittore in erba in cerca di un editore, viene mostrata la sua natura oscura, insoddisfatta e opportunista, nonché la usa follia razionale che usa per appropriarsi di una ricchezza, punendone la legittimità proprietaria nel modo più subdolo che possa esistere.
Ed Elena? Sua complice o donna soggiogata dalla sua mente? Sicuramente una donna debole e manipolata, che vorrebbe riscattarsi ma non comprende quale sia il modo migliore e affascinata da un futuro felice e senza ostacoli, ne resta soggiogata.
È bello avere dei sogni e delle aspirazioni… e il libro vorrebbe puntare l’attenzione su questa osservazione, ma la relega quasi in un angolino, non perché non sia importante, ma semplicemente perché lancia un altro messaggio, ovvero che l’essere umano pone più attenzione a come avere tutto e facilmente invece che impegnarsi per realizzare i propri sogni.
Un libro controverso, provocatorio a volte folle, ma con un interessante spunto di riflessione.

Vincenzo Spinelli, nato a Como nel 1985, corriere di giorno e scrittore di notte, amante della letteratura surrealista, satirica, dell’assurdo, nel 2016, al Salone internazionale del libro di Torino, nell’ambito del concorso 88.88 indetto dall’associazione culturale YOWRAS, riceve una menzione per il racconto In bilico vacillo su un mio capello perso sul cuscino. Da lì ha iniziato a scrivere.

Alla prossima!

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