Blackout di Roberto Leonardi

Carissimi amici e lettori, sieti pronti per la nuova tappa del Review Tour dedicato al thriller Blackout di Roberto Leonardi?
Iniziamo la giornata con questa nuova recensione e con tante altre novità. Ringrazio Leone Editore per la copia cartacea del libro e per la possibilità concessa al blog di leggere in anteprima il romanzo.

Copia cartacea fornita dalla CE ai fini promozionali

I coniugi Goldwyn si trasferiscono a Joylet, un paesino della Pennsylvania, perché Christopher ha deciso di cambiare lavoro: farà il minatore alle dipendenze di Fred Hutchison.
Ma una serie di sfortunati eventi e la presenza di un assassino seriale getteranno la città nel panico: le mogli e i figli dei minatori si troveranno a fronteggiare un killer sanguinario senza poter contare sull’aiuto dei mariti, bloccati fuori dal paese a causa di una forte nevicata e al conseguente crollo del ponte che collegava Joylet al resto degli Stati Uniti.

Una coppia alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa, una nuova vita in una nuova città.
Una coppia alla ricerca del sogno americano.
Una coppia come tante quella dei coniugi Goldwin, purtroppo per loro, la loro vita nella tranquilla e quasi noiosa di cittadina di Joylet diventa un incubo.
Un incubo fatto di sangue e morti, di stragi e di dolore, rilegati nel loro tragico passato dove hanno avuto luogo e mai dimenticati, che tornano a prendere vita attraverso le parole dei diari di Ethel.

Ethel è una donna controversa, a tratti infantile, a volte fin troppo matura per la sua età, e in alcuni casi controversa, come se avesse una doppia personalità.
Sfumature di carattere di una donna a cui sembra non piacere la sua vita, che non sa adattarsi facilmente al cambiamento, non è in grado di abituarsi alla quotidianità e al fare spicciolo della cittadina di Joylet.

Eppure non riesce a staccarsi dal passato che la vede legata a quella città.
Lo fa rivivere nei suoi diari, riportando a galla il dolore e la paura già vissuti.
Sentimenti impossibili da comprendere e da dimenticare.

Attraverso le pagine della sua memoria, riviviamo insieme a lei le stragi e le morti che hanno colpito Joylet, chiedendoci chi sia l’artefice di tutto quel male?
Possibile che riaprire quelle vecchie ferite non serve a niente?
Ed invece no, è solo l’inizio della strada che ci porta al vero colpevole, quello che ha ingannato tutti, anche se stesso, fino a quando non si è tradito da solo.

Blackout non è un thriller convenzionale.
Il lettore non vive i fatti nella loro immediatezza, ma attraverso il racconto della protagonista, i cui ricordi appaiono sbiaditi e confusi, meno adrenalinici, come se avesse voluto renderli più accettabili e tollerabili nella loro brutalità.

Il lettore non riesce a vedere l’assassino, se non per un piccolo attimo a lui dedicato nella narrazione, e poi alla fine quando la verità viene svelata e anche lui si ritrova a fare i conti sia con la giustizia che con la sua mente perversa.

Il lettore quindi resta deluso? No, anzi è sfidato a cercarlo, a scovarlo tra le pagine, perché sa che lui è là, che lo segue, che si prende beffe di lui e lo sfida in una partita a scacchi mozzafiato.

Alla prossima Review!

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