Amare un libertino di Julia Quinn

Carissimi amici e lettori, non mi sono dimenticata di loro, e infatti oggi per voi la mia recensione del sesto volume della serie de I Bridgerton: Amare un libertino di Julia Quinn. E voi a quale capitolo siete arrivati? Buona lettura!

Copia ARC in omaggio fornita dalla Ce

Dopo anni di dissolutezze, il noto libertino Michael Stirling ha deciso di cambiare vita: è bastata un’occhiata a Francesca Bridgerton per farlo innamorare come non avrebbe mai creduto possibile.
Peccato che Francesca stesse per sposarsi…
Tutto ciò è avvenuto tempo fa.
Ora Michael ha ottenuto il suo titolo e Francesca è libera, ma continua a vederlo solo come un caro amico.
Fino a quando non si ritrova, quasi casualmente, tra le sue braccia appassionate.

Di Francesca Bridgerton non sappiamo molto. Solo in Un uomo da conquistare si accenna a lei e al fatto che si è sposata e sia rimasta vedova a pochi anni dal matrimonio, e che viva un po’ isolata da tutta la famiglia, come se ne volesse stare distaccata.

E da queste informazioni sembra la pecora nera della famiglia. Quella che non c’entra niente con gli altri fratelli.

Leggendo la sua storia, invece scopriamo quanto sia – fino a questo momento – la persona più umile e meno eccentrica, quella con cui la vita è stata meno clemente.

Dimenticate Daphne, capricciosa e fin troppo egocentrica, che vuole conquistare il Ton con la sua grazia e la sua bellezza, alla ricerca del marito perfetto e che l’accetti con il suo carattere molto determinato e a tratti viziato.

Dimenticate l’anticonformista Eloise che non ha mai voluto essere la bambolina da mostrare in società, tranquilla e in attesa del sospirato colpo di fulmine. Lei ha attuato un modo tutto suo per trovare l’uomo che l’amasse.

E innamoratevi di Francesca.
Francesca l’amore della sua vita l’ha trovato e l’ha perso e vive con quella consapevolezza che i suoi sogni sono spezzati. Ma il suo cuore vuole amare ancora, vuole provare l’euforia di essere madre e di essere ancora moglie.

Il resto della famiglia sembra quasi ignorarla, o ridicolizzarla con la facilità con cui riesce ad realizzare i sogni che a lei sono preclusi, e appaiono anche egoisti e superficiali a non interessarsi mai a lei, a cercarla per chiederle come sta, a sostenerla come sorella.

E innamoratevi di Micheal. L’ho preferito a tutti i maschi della famiglia. Perché? In confronto a lui, tutti appaiono piagnucolosi e viziati, ripetitivi e convinti di essere vittime della società, che non sa che vedere i loro un Bridgerton e non la persona che invece si nasconde dietro quel cognome.

Micheal è un uomo innamorato. Un uomo che non può nemmeno pensare al suo amore, perché è la moglie del cugino che considera un fratello.
Micheal a priori sa che il suo desiderio non potrà mai realizzarli e soffre. È dilaniato dalla sofferenza e invece di piagnucolare, compie il gesto più sensato rispetta il matrimonio e l’amore di John e Francesca, anzi lo protegge da se stesso, e tace i suoi sentimenti e suoi fallimenti.

Amare un libertino parla di seconde possibilità.
Regala speranza a chi ha perso un amore, facendogli credere che si possono amare più persone nella vita con la stessa intensità e devozione ma sempre in maniera diversa.
E credo che solo Francesca e Micheal siano riusciti a dimostrare alla famiglia Bridgerton e a tutta la società londinese, di essere in grado di accettarsi con i proprio limiti, di riuscire a superarli e di quanto sia importante ogni istante di felicità che si vive con la persona amata, senza mai darla per scontata, e quanto sia facile perdere tutto nella vita.
Sono due personaggi così complessi ma veri che credo che siano il vero fulcro della serie.

Chissà cosa ne penserebbe di loro una certa pettegola…

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