Ali ai piedi di Veronica C. Aguilar

Carissimi amici e lettori, iniziamo con Ali ai piedi di Veronica C. Aguilar la nuova rubrica del blog Once Upon a Time a Book.
Ho scelto volutamente questo titolo per dare il via alla rubrica per due motivi: il libro parla di rinascita ma anche d’amore e quindi mi è sembrata la scelta più indicata per rappresentare in pieno i principi per cui ho pensato a questa rubrica; e poi perché stimo molto l’autrice e volevo tornare a parlare di un suo libro nel mio blog.

Il libro di Veronica è arrivato tra le mie letture a pochi giorni dalla sua uscita, dopo aver visto un post su Facebook dell’autrice stessa ho deciso di acquistarlo.
E in questi mesi, mentre pensavo alla rubrica e a come volevo strutturarla, leggendo la trama ho subito deciso che sarebbe stato il primo di cui parlare, sia per gli argomenti che affronta sia per le sensazioni che mi ha lasciato la sua lettura.


Sara è una ragazza piena di sogni, ma la sua famiglia li ostacola spesso.
Una disgrazia sul finire dell’adolescenza le cambia radicalmente la vita.
Il suono di un clacson, l’odore delle gomme bruciate sull’asfalto e il dolore, le fanno desiderare di chiudere gli occhi e non riaprirli mai più.
Le persone che la circondano fingono sorrisi, le raccontano bugie e la compatiscono.
Un viaggio all’estero la costringerà ad affrontare situazioni peggiori della sua che la porteranno a guardare gli ostacoli da un’altra prospettiva. La condurranno dall’artefice che le ha rovinato la vita e con la quale crede di non voler avere più niente a che fare: la musica.
Una scommessa fatta e persa la costringerà a restare in una scuola d’arte, dove sia studenti che insegnanti nascondono un passato difficile che continuano ancora ad affrontare.

Una storia difficile, a tratti meschina, ricca di ostacoli e paure. Una storia di riscatto, di rivincita e di rinascita, in cui l’invalidità può trasformarsi in una bellissima occasione per cominciare a vivere come desideriamo veramente.

La cover di questo romanzo è bellissima, ma soprattutto riesce a racchiudere in sé l’intera storia del romanzo e il titolo ne è una sintesi perfetta. Se avessi visto il libro esposto in uno scaffale in libreria, l’avrei preso in mano e studiato incuriosita, e sicuramente acquistato.

Avendo già letto un altro dell’autrice, la prima cosa che mi ha colpito del romanzo è stata la maturità di Veronica nella scrittura.
Rispetto a La bilancia dei mondi divisi – che ho avuto il piacere di leggere – in Ali ai piedi è riuscita a mettere a nudo il personaggio di Sara, mostrando senza censure il suo animo e cercando di far comprendere al lettore che la sua insicurezza, l’incapacità di accettarsi, la sua incapacità di trovare il suo posto nel mondo, non sono capricci o malesseri del secolo, ma problemi fin troppo sottovalutati da ogni generazione e che ahimè, ai giorni nostri, riescono a raggiungere limiti estremi.

Affrontare la disabilità non è sempre facile, si rischia di banalizzare l’argomento o offendere chi lotta ogni giorno contro malattie e patologie incurabili, a causa delle quali perfino comprare un semplice paio di scarpe diventa un’impresa impossibile.
L’autrice ne parla con delicatezza e profondo rispetto, e la sua protagonista Sara affronta la disabilità con dolore, rancore, odio fino ad accettarla e non farsi fermare da essa, ma vedendola come un punto di vista e di agire alternativo rispetto alla consuetudine, e soprattutto comprendendola. Forse può sembrare assurdo, ma a volte il non conoscere gli aspetti di una disabilità, limita e isola le persone più della stessa disabilità, e Veronica questo l’ha compreso, ha fatto in modo che Sara lo imparasse e che la conoscenza diventasse il suo nuovo punto di partenza, la sua arma per mettere le ali ai piedi e volare ancora.

Un percorso difficile quello di Sara. La musica che la rende viva e felice è artefice delle sue disgrazie, del suo dolore, e delle incomprensioni che per un destino crudele le è impossibile chiarire. Tante le difficoltà da affrontare e anche le delusioni, le ingiustizie e l’odio gratuito, ma un animo puro sopporta e non smette di donare amore e di cercare l’amore.
E l’amore lo trova, donandole tutto quello che aveva perso, curando le ferite e dando nuove speranze.
Solo una bella fiaba? No, solo il messaggio dell’autrice che vuole gridare a gran voce che niente cade dal cielo se lo stiamo a fissare o se invidiamo gli altri e proviamo a portarglielo via, ma semplicemente che se abbiamo dei sogni dobbiamo rimboccarci le maniche e lottare per realizzarli.
Solo con l’onestà, la fatica, l’impegno e la sincerità saremo premiati con i doni più belli e gratificanti che la vita possa farci.

Ali ai piedi di Veronica C. Aguilar è una storia di dolore e sfide, di scelte difficili e di paure, ma i veri protagonisti sono l’amore, la forza, il coraggio, la determinazione, la rinascita, in cui l’invalidità non deve essere sinonimo di discriminazione ma solo di un diverso modo di vivere la vita.

Complimenti a Veronica per questo bellissimo romanzo. È riuscita a metterci l’anima e il cuore, e ogni sua parola riesce a trasmettere solo amore al lettore.
Vi consiglio vivamente di leggere il libro.

Io vi aspetto al prossimo articolo della rubrica Once Upon a Time a Book.

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