Adolesco di Timothy Megaride

Fra conflitti generazionali, pulsioni, tabù, revenge porn e cripto-omosessualità, Adolesco è un flashback intenso e dissacrante sugli sventati mutamenti dell’adolescenza, sulla percezione del mondo esterno, sulla coscienza sociale di un ragazzino inquieto.
Timothy Megaride rielabora un recente fatto di cronaca e delinea un personaggio complesso, che smaschera le ipocrisie e le sovrastrutture dell’universo sentimentale degli adulti abbandonandosi a una lingua viscerale carica di tutta la brillante, ingenua e agrodolce schiettezza della gioventù.

«Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità; tipo: dica lo giuro! Io sono Tommaso.» Rinchiuso in casa, un sedicenne affida alla neutrale imparzialità di un registratore vocale la sua versione dei fatti. Nel giro di qualche anno, da ragazzino problematico e un po’ ingenuo, figlio di avvocati della media borghesia di una qualunque città italiana, Tommaso si è trasformato in un “depravato agli arresti domiciliari”. Cosa è successo per arrivare a questo?
La voce di Tommaso ripercorre le tappe del proprio allenamento sentimentale: la fascinazione per l’amica Mariarosa diventata il primo «ambaradan»; i giochi con l’inseparabile Riccardo e la scoperta della sessualità; le sedute con Giona, lo psicologo che lo orienta fra le assurdità del mondo dei grandi; l’incontro con la seducente professoressa Marta, che consegna a Tommaso le chiavi per aprire la porta degli affetti più puri e dei desideri più inconfessabili.

Materiale fornito dalla CE ai fini promozionali

Titolo: Adolesco
Autore: Timothy Megaride
Editore: Il ramo e la foglia Edizioni
Collana: Romanzi
Data di Pubblicazione: 1 Aprile 2021
Genere: Novel
Pagine: 224
Prezzo:16,00€


«Quando tornai a casa andai a guardare sul vocabolario il significato di supino. Vabbè, in italiano, è un aggettivo con molti significati, e vuol dire anche sottomesso. Allora pensai che la parola latina adultum era un supino e significava sottomesso e l’esempio del vocabolario diceva di qualcuno che mostra accondiscendenza cieca e servile. Allora decisi che io non volevo essere adultum, cioè adulto, cioè supino, che non volevo mostrare a nessuno accondiscendenza servile, cazzo. Io ero io e volevo restare io e non prendevo gli ordini dagli altri e poi mi incazzai perché è pazzesco che essere adulti significa essere ubbidienti e basta. Mai e poi mai, io volevo restare adolescens per sempre. Punto.»

Tommaso ha 16 anni e un dramma più grande di lui da raccontare. Affida la sua testimonianza alla memoria di un registratore vocale e lo fa nei modi enfatici e dissacranti dell’adolescenza. Induce al sorriso, talvolta alla commozione, irrita, ma aiuta a capire un universo spesso ignoto o ignorato.

Spara sentenze sul mondo che lo circonda, la famiglia, i compagni di scuola, noti personaggi dello spettacolo o della politica, i professionisti che devono in qualche modo gestirne le intemperanze.

Tuttavia, dietro il discorso scontorto e irriverente, infarcito di neologismi, gergalità e volgarità, si cela la generosità di un eroe romantico dei nostri giorni, ignaro delle conseguenze di azioni a loro modo generose.

Irride i veri miti romantici, rivela la pochezza granguignolesca degli odierni sogni di gloria, ma conquista una fresca moralità che ha qualcosa da insegnare anche agli adulti.

Adolesco è un romanzo di formazione rivolto ai giovani, ma anche uno strumento di riflessione per quanti degli adolescenti si occupano. Croce e delizia del nostro confuso presente, i ragazzi sono il nostro futuro.

Conoscerli e prendersene cura è un servigio reso alla Storia.

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Buona lettura!

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