A Sir Philip, con amore di Julia Quinn

I Brigerton sono tornati a far parlare di loro, con A Sir Philip, con amore di Julia Quinn finalmente possiamo leggere della storia di Eloise, la secondo figlia in ordine di nascita e completamente opposta a Daphne ne Il duca e io.
Volete sapere cosa ne penso? Allora, vi lascio alla recensione. Buona lettura.

Copia Arc fornita dalla CE ai fini promozionali

Sir Phillip Crane si aspettava che Eloise Bridgerton fosse una persona semplice e di poche pretese, quando le ha fatto la sua proposta di matrimonio: una zitella di ventotto anni, d’altronde, non poteva che essere bruttina e pronta a tutto pur di accasarsi.
Nel leggere le parole di Sir Phillip, Eloise ha pensato che fosse completamente pazzo: come poteva presumere che lei sposasse qualcuno che non aveva mai conosciuto, con cui si era solo scambiata delle lettere? Poi però, riflettendoci bene, fantasticando anche un po’, ha cambiato idea e in un attimo si è ritrovata in viaggio, nel cuore della notte, su una carrozza presa a nolo, per incontrare l’uomo che già immagina come il marito ideale. E ora sono lì, uno di fronte all’altra e scoprono… be’, scoprono di essersi sbagliati!
Phillip si vede davanti una donna determinata, curiosa, intelligente e bellissima, che lo travolge con la sua personalità e gli fa venire un desiderio bruciante di baciarla.
Eloise invece rimane delusa: Sir Phillip è bello, è vero, ma anche rozzo e maleducato, ben diverso dai gentiluomini londinesi che lei ha sempre frequentato.
E per di più ha due figli pestiferi che avrebbero proprio bisogno di una madre.
Ma non appena le loro labbra si toccano, Eloise non può fare a meno di chiedersi se quell’uomo palesemente imperfetto non possa essere… perfetto per lei.

Eloisa non è come la sorella maggiore Daphne.
Lei ha la sua scritture, le sue lettere, le sue passioni e la sua indipendenza, e non ha nessuna intenzione di lanciarsi nel mercato matrimoniale alla ricerca sfrenata di un marito.
Sta bene così: da sola.

Con il passare degli anni però assistere ai matrimoni felici e pieni d’amore dei fratelli maggiori comincia a minare le sue certezze, e il matrimonio della migliore amica Penelope con il fratello Colin le dà il colpo di grazie, facendole mettere in discussione tutti i suoi pregiudizi e rivalutare decisioni diverse per il suo futuro.

E così, galeotta una lettera, inizia una corrispondenza con Sir Philip Crane.
Inizialmente lettere innocenti, ma che diventano di confessioni, di corteggiamento e legano i due personaggi con un filo invisibile che li porta a volersi conoscere, a fare un passo importante, a comprendere cosa ci sia veramente tra loro.

Eloise è più intraprendente di Daphne, ma nel suo intimo vuole essere amata e amare.
Ha immaginato una vita da zitella insieme all’amica Penelope, solo perché non ha visto altre alternative possibili per la sua indole nel mondo in cui vive.
E allora basta cambiare aria.

Philip è un uomo rude e profondamente ferito. Ha paura di dimostrare amore per paura di sbagliare, per paura di non riuscire a rendere felice chi gli sta vicino e cancellare dai volti dei propri cari il sorriso e la felicità.

Julia Quinn torna a raccontare con romanticismo e dolcezza una nuova storia d’amore, da cui è possibile imparare tanto.
Innanzitutto che si può sempre cambiare nella vita. Si può cambiare idea, possono cambiare le aspirazioni personali ed è possibile cambiare approccio alla vitta.
E poi che l’amore può presentarsi quando meno si aspetta e sotto forme inaspettate.
Nè Eloise né Philip avrebbero mai pensato di innamorarsi di uno sconosciuto tramite uno scambio epistolare.

E come in ogni romanzo che si aspetti, soprattutto quello che coinvolge uno dei fratelli Brigerton, Eloisa dimostra u gran carattere ma soprattutto un gran cuore.
Solo quando riuscirà a capire cosa vuole, come i fratelli, sarà in grado di raggiungere la propria felicità.

Chissà cosa avrebbe scritto di Eloisa e Philip Lady Whistledown. La sua mancanza in questo romanzo si è sentita un po’, ma la sua pungente penna è solo un ricordo di cui la società londinese dovrà fare a meno.
Ci consoleremo con la pungente Lady Dunbury? Lo scopriremo nel prossimo romanzo.

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Alla prossima review!

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