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Carissimi lettori, abbiamo già conosciuto il libro Come la montagna di Maometto di Bianca Baratto, edito da La strada per Babilonia con una recensione, e se oggi vi facessi conoscere l’autrice con una bella intervista?  Ringrazio Bianca per la disponibilità che mi ha concesso e se sei pronta iniziamo subito con le domande. ❓❓❓

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Nel tuo libro parli di tante tematiche, tutte importanti e sentite. Quella che mi ha colpito di più è l’incapacità di comunicare tra genitori e figli. Negli anni ’70 i genitori erano figli di una generazione che ereditava l’dea di famiglia con un padre autoritario e padrone che era il capo della famiglia, e dove nessuno né la moglie né i figli avevano voce in capitolo sulle scelte della famiglia ed ogni membro aveva un ruolo ben definito. Accusati questi genitori di non essere in grado di fare il loro mestiere appunto di genitori. Che cosa è cambiato oggi? I figli hanno risolto i loro problemi esistenziali con i genitori? 
Io non mi sento di parlare di “incapacità”, almeno non nell’accezione negativa del termine. Il fatto è che ogni essere umano è l’anello di una infinita catena composta da migliaia di antenati che hanno vissuto come hanno potuto, con le informazioni che hanno a loro volta ricevuto e attraversando difficoltà e dolori che hanno superato ognuno come ha potuto. Non si può parlare di vere colpe ed è fondamentale che ognuno si assuma la responsabilità della propria vita smettendo di odiare o giudicare severamente chi è venuto prima di lui. 

Quindi figli e genitori saranno sempre in conflitto? O diventeranno amici abbattendo i ruoli stereotipati ?
Non so se i figli in generale abbiano superato i problemi con i genitori, i problemi sono gli ostacoli che ci permettono di “crescere”, non mancheranno mai.  Quello che è davvero importante è che tutti, una volta adulti, impariamo a perdonare e ci assumiamo tutta la responsabilità della nostra vita. 
L’amicizia non riguarda genitori e figli. I genitori hanno il compito di insegnare e i figli di apprendere. L’amore disinteressato e “consapevole” sarebbe auspicabile. Per consapevole intendo l’atteggiamento di adulti che non proiettino sui figli tutti i loro conflitti irrisolti.

Come la montagna di Maometto di Bianca Baratto

Quanto è importante per un individuo essere amato per quello che si è?
Tutti dovremmo e vorremmo essere amati per quello che siamo. Qui si apre un capitolo gigantesco che riporta all’idea della lunga catena di errori e di imposizioni che diventando genitore molti impongono ai loro figli. 
Sentire di essere amati senza condizioni significa poter diventare adulti più forti, equilibrati e capaci di amarsi e di amare con maggiore onestà intellettuale.

Gioia, la protagonista del tuo libro, è una ribelle, quella che non accetta i compromessi sociali e non si adegua alla vita che dei perbenismi, ma lotta per realizzare i suoi sogni, per vivere la vita secondo la sua indole e cercare la sua felicità. Quanto può essere d’ispirazioni alle giovani generazioni di oggi che cercano il loro posto nel mondo?
Io spero molto, ma non in termini di ribellione, bensì come possibilità di guardare con coraggio avanti, evitando vittimismi che non portano da nessuna parte. Gioia è una giovane donna che non perde molto tempo a rimuginare sulle sue insoddisfazioni, ma è sempre concentrata nell’idea di migliorare la sua vita. E’ positiva e consapevole del fatto che chi scende a compromessi per paura è destinato a pagare un prezzo molto alto. Questa è una lezione che ogni donna (ma anche uomo, perché no!?) deve assolutamente imparare.

Come la montagna di Maometto di Bianca Baratto

Perché hai scelto di affrontare queste tematiche… come dire… scottanti nel tuo libro?
Perché sono tematiche che hanno segnato molto la mia vita.
La storia di Gioia è in parte la mia. E quando superi  grandi ostacoli arrivando a capire che la vita è meravigliosa in ogni caso, che tutto è servito per diventare quella che sei e senti di essere grata per tutto, allora desideri soltanto portare la tua esperienza a chi sta lottando perché abbia fiducia e sia certo che alla fine ce la farà.

Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai tuoi lettori?
Di avere sempre fiducia: nella vita e in sé stessi.

Curiosando online, ho visto che hai pubblicato un altro libro con La Strada per Babilonia e la mia domanda riguarda proprio la casa editrice e il rapporto con l’autore, in questo caso con te. Anche ne Il ritorno tratti temi profondi e delicati, di rinascita, di coraggio e di speranza, come hai proposto i tuoi libri e come li hanno trattati? Come è stato lavorare con la CE per arrivare al prodotto finito? C’è stato imposizione da parte loro o collaborazione e consigli? Che cosa ti hanno insegnato? Ripubblicheresti ancora con loro?

L’incontro con la Strada Per Babilonia è arrivato dopo molte ricerche sul campo. Mi sono proposta a diverse CE senza trovare mai trovare la strada che mi convinceva.
Molte lusinghe e poca concretezza forse. Poi la scoperta di Destinazione libri, l’incontro con Alessandra Monaco , la stima e l’amicizia che ci hanno legate e da li  il grande passo.
Lavorare con loro è stato facile, sempre sulla stessa lunghezza d’onda.
Per esempio la copertina è un elemento molto importante per me, l’ho capito b ene quando La Strada per Babilonia mi  ha inviato l’interpretazione che il suo grafico ha saputo fare del mio lavoro. Ne sono rimasta affascinata e sono stata subito certa che trovandomi di fronte a quella copertina , in libreria, mi sarei per prima soffermata a prenderne in mano il libro.  
Oggi il rapporto che ho con la mia casa editrice è  di gratitudine, ma soprattutto di fiducia.
Spero che si cementerà nel tempo  poiché stima e fiducia sono fondamentali quando si lavora insieme.
Devo dire grazie di cuore a “Destinazione libri”, senza la quale oggi forse la mia passione di affabulatrice non sarebbe così  fiduciosa nel domani. Stare con Voi è una gioia e condividere il mio essere autrice con quello di tanti bravissimi autori è un onore.

Come la montagna di Maometto

Tu hai anche un blog: Rinascere in terza età. Scelta coraggiosa e impegnativa. Ti va di darci qualche informazione in più? 
“Rinascere in terza età”  era un sogno nel cassetto da diverso tempo. Sentivo sempre più forte il desiderio di rendere partecipi della mia vita e delle mie esperienze tutti coloro che avendo più o meno la mia età credono di non aver più niente da cambiare nella loro esistenza. Ho sentito il bisogno di gridare che la vita è ancora tutta da vivere e da godere , anzi sempre di più. E’ ancora tempo di ridere, ballare, viaggiare , realizzare tutti i sogni che abbiamo dimenticato ma che sono ancora in fondo ai nostri cuori. Si può ancora cambiare in meglio, basta volerlo! Basta con le paure e la rassegnazione. Sarebbe bellissimo se i miei lettori avessero voglia di raccontarsi sulle mie pagine e di confrontarsi con altri lettori. Ne sarei davvero felice. 

Io mi sono commossa leggendo il libro, mi sono rivista in alcuni momenti della mia adolescenza quando non capivo certe cose com’è accaduto a Gioia, o come quando ho preso coscienza delle mie insicurezze e le ho usate per farmi strada nella vita e lottare per me e per i miei sogni.
Ti ringrazio tantissimo per questa storia e per aver risposto alle mie domande, spero che ogni lettore possa immedesimarsi e trovare un insegnamento nelle tue parole. 

Vi è piaciuta l’intervista? Volete leggere il libro di Bianca? Come la montagna di Maometto è disponibile in tutte le librerie, sul sito La Strada per Babilonia, Amazon e tutti gli Store online.

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