Tutti schiavi in Portogallo di Andrea D’Angelo

Oggi non poteva mancare anche una recensione e vi parlo di Tutti schiavi in Portogallo di Andrea D’Angelo per Ofelia Editrice.

  • Autore: Andrea D’Angelo
  • Editore: Ofelia Editrice
  • Collana: Viola e Rosmarino
  • Data di Pubblicazione: 5 Febbraio 2018
  • Prezzo:
    • E-book: 6,49 €
    • Cartaceo: 11,05
  • Disponibilità: Amazon.

 

Da qualche anno, Marta vive a Lisbona. Partita con un sogno da realizzare, si è ritrovata a lavorare in un call center, lavoro che non ama particolarmente, ma che le permette di guadagnare il necessario per vivere dignitosamente nella capitale lusitana. Tanti sono i dubbi che si affollano nella sua testa: si sente a casa in Portogallo? Perché ha accettato un lavoro che avrebbe potuto fare anche in Italia? È quello il posto ideale per realizzare il suo sogno?
Una serie di storie e di eventi la tengono legata quasi indissolubilmente a Lisbona. Tra pulsioni istintive e inevitabili sbagli, Marta rincorrerà la risposta alla sua fondamentale domanda: cosa l’ha portata realmente a Lisbona?

Titolo particolare per un libro un po’ diverso dal solito e viene da chiedersi il motivo di questa scelta particolare. L’ho fatto pure e solamente a fine lettura, ho interpretato a modo mio la scelta del Portogallo. In quanto poteva essere abbinata al titolo qualsiasi altra nazione, credo non avrebbe fatto differenza, perché il nocciolo della questione non è il posto ma il CHI.

L’autore racconta direttamente al lettore la storia di Marta, che con una valigia colma di sogni e speranza è approdata in Portogallo in cerca di un modo per realizzarli e si è ritrovata a fare un lavoro che non le piace in un Call Center, un lavoro che avrebbe potuto benissimo fare nel suo paese d’origine restando accanto alla sua famiglia che ha bisogno di lei.

Attraverso una narrazione che sembra voler assomigliare al racconto di una fiaba o di una storia dei nonni che volevano insegnarci qualcosa tramite le avventure/disavventure di qualcun altro, conosciamo la protagonista e quello che le accade nell’arco temporale di pochi mesi. Ogni aneddoto della sua storia è poi abbinato ad un particolare posto di Lisbona, come se le caratteristiche del luogo abbiano il compito di enfatizzare quel particolare evento.

A me tutto questo è sembrato una metafora. La lentezza degli abitanti della città, la loro quasi svogliatezza, è solo un modo diverso di rappresentare l’io di Marta, la sua insoddisfazione, l’indecisione, le sue fisime mentali e le puerili giustificazioni sulla sua situazione.  Anche la presenza dell’immaginario dottor Martins non è altro che una lotta costante tra il suo inconscio e le sue convinzioni.

Come tutti, anche Marta ha un motivo ben preciso che la restare in Portogallo: l’insoddisfazione della sua vita in Italia, al di là del lavoro, è la sua famiglia e il non voler ritrovarsi imprigionata in quel mondo che le sta stretto che la tiene lontana dagli affetti, facendo finta di non vedere la verità e aprendo gli occhi e cambiando direzione solo ad un passo dal non poter tornare indietro.

Tutta la storia serve a Marta per arrivare ad un momento fatidico e capire di “essere malata” non una malattia fisica ma mentale, che l’hanno portata a fare delle scelte stupide, avventate e sbagliare, a soffrire la lontananza e al non lottare per realizzare i propri sogni. Alla fine lo scopo del suo viaggio è comprendere se stessa, accettarsi e decidere della sua vita da sola. Che sia riuscita a farlo in Portogallo non ha importanza, credo sarebbe riuscita anche in Italia, ma non completamente.

Tutti schiavi in Portagollo è una bella storia che fa riflettere anche su molti preconcetti, che possono essere dovuti all’ambiente familiare o della comunità in cui si è cresciuti, purtroppo è un libro molto breve e il percorso di “accettazione della malattia e della guarigione” è risolto in poche pagine e non viene approfondito come meriterebbe. Stiamo parlando di psicologia e la mente non guarisce in fretta come il corpo.

Suggerirei anche la revisione di alcune parti. Il voler inserire tanti dettagli dei posti caratteristici della città o di alcuni modi di fare delle persone a volte creano un pò di confusione al lettore.

 

 

I Sussurri delle Muse per Tutti schiavi in Portogallo sono… 3

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