Bugiardo di Phoebe Morgan

Carissimi lettori oggi il blog partecipa al review tour dedicato a Bugiardo di Phoebe Morgan per Leone Editori. Un thriller contemporaneo che si svolge nell’arco di tre mesi nella caoticamente affascinante città di Londra.

Prodotto fornito dalla CE ai fini promozionali

Il padre di Corinne e Ashley è morto un anno fa, ma le due sorelle, che gli erano entrambe molto legate, avrebbero davvero bisogno del suo supporto. Ashley infatti vede il marito tornare ogni giorno più tardi dall’ufficio, la figlia di pochi mesi sembra incapace di dormire e quella adolescente, Lucy, quasi non le rivolge la parola.

A Corinne, invece, piacerebbe avere i problemi della sorella, frustrata com’è dalle difficoltà che sta incontrando nel rimanere incinta.

Un quadro familiare apparentemente normale viene turbato dal misterioso ritrovamento da parte di Corinne, prima in casa e poi in ufficio, di alcune parti della sua vecchia casa delle bambole, costruita  proprio dal padre.

Chi le sta lasciando, e come se le è procurate? Quando scopre che la casa giocattolo è sparita dalla soffitta della vecchia villa dei suoi, Corinne comincia a vedere minacce ovunque. Dovrà riuscire a distinguere il vero dal falso per scoprire chi sta attentando al benessere della sua famiglia.

Come avete intuito ultimamente mi sto dedicando alle letture thriller, un po’ perché mi sono stancata degli altri generi di cui ho letto tantissimi titoli, un po’ perché voglio dedicarmi a questo genere con più attenzione per dei progetti futuri di scrittura personali.

Ma torniamo al libro da recensire.
Ashley e Corinne, due sorelle che si amano, unite e che piangono insieme la triste e prematura dipartita del padre, personaggio importante della città, padre amorevole e marito devoto, praticamente perfetto. Ma esiste davvero la perfezione? Spunto interessante della storia, il voler idealizzare questo padre all’apparenza perfetto come solo un genitore può esserlo agli occhi devoti delle figlie che tristemente scoprono che il loro padre è anche un uomo e come tale soprattutto imperfetto e con tanti difetti.

Tra alti e bassi della loro vita personale: Ashley ha problemi con la figlia adolescente e con il marito che le sta nascondendo qualcosa e Corinne che cerca in tutti i modi di avere un figlio, irrompono nelle loro vite telefonate silenziose misteriose e strani avvenimenti mirati a scombussolarle, a minare le loro sicurezze, a essere timorose e a fare l’errore che potrebbe portare alla rovina della loro felicità e serenità sia fisica che mentale.
Chi vuole far loro del male? E perché?

Nella lettura del libro, sapientemente intrecciate e raccontare le loro vite, quelle delle loro famiglie e i pensieri del misterioso criminale che le ha prese di mira e che grida vendetta, una mente di cui si evidenza immediatamente la follia e la manipolazione.
Donne comunque forti e determinate, che non vogliono perdere il senno e che razionalmente vogliono arrivare al nocciolo della questione e scoprire la verità.

Una storia che per quanto nata dalla fantasia dell’autrice non potrebbe essere più vera e attuale. Si parla di tradimento, di verità volutamente omesse, di problemi relazionali e incomprensioni tra genitori e figli.
Una storia che riesce ad appassionare il lettore e per i neofiti del genere non è nemmeno difficile intuire chi è il cattivo della storia. Personaggi ben descritti e che si passano di volta in volta il testimone, facendoci conoscere il proprio punto di vista. Almeno i personaggi protagonisti della storia hanno di capitolo in capitolo il loro spazio per spiegarsi e darci un pezzo di puzzle per fare i dovuti collegamenti.

Essendo però una traduzione di un’autrice straniera, non si è potuto fare dei cambiamenti alla storia per renderla più fluida e magari approfondendo dei momenti importanti in cui alcune situazioni sono trattate con superficialità e risolte molto banalmente quando invece era stato dato loro molto importanza durante tutto il libro per rendere delle particolari situazioni di stress e inquietudine.

Esiste secondo me un personaggio principale ed è Corinnne, in quanto tra tutti i personaggi coinvolti è l’unica a parlare in prima persona, quasi come una confidenza privata tra lei e il lettore, mentre agli è dato un POV in terza persona.
Non so se sia voluto dall’autrice questa distinzione o da chi ha tradotto il libro, ma non rende molto piacevole la lettura e rende gli personaggi distanti e il lettore non entra in confidenza con loro come riesce a fare con Corinne. Se poi aggiungiamo qualche problema con la coniugazione dei verbi che con l’alternanza dei POV, la lettura diventa confusionaria e non sempre perfetta,  risulta un po’ stressante e meno fluida. Trattandosi di una traduzione si poteva scegliere di uniformare i POV rendendoli uguali per tutti.

Ricordo sempre che la recensione per quanto professionale e obiettiva possa essere, alla fine i gusti personali influiscono molto sui piccoli dettagli. Questo non significa che sto per bocciare il libro, anzi! A me è piaciuto. Di sicuro non mi aspettavo il finale… Non vi dico quale sia… Che fa immaginare il seguito e che il gioco resta tutto da giocare. Se vi piace il genere non avete nessun motivo per non leggerlo.

Buona Lettura!

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